Il 15 settembre, il deputato repubblicano Thomas Massie ha presentato una risoluzione per la messa in stato d’accusa (impeachment) del Segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth (foto) per aver scavalcato il Congresso durante la guerra contro l’Iran e per aver represso la libertà di parola, oltre ad altre sei altri capi d’accusa. Intervenendo in aula alla Camera, Massie ha accusato Hegseth di “aver agito in modo contrario alla fiducia riposta in lui in qualità di Segretario alla Difesa e in modo sovversivo nei confronti del governo costituzionale, con grave pregiudizio per la causa della legge e della giustizia e con manifesto danno al popolo degli Stati Uniti d’America”.
Prima che la mozione di Massie potesse essere discussa, il presidente repubblicano della Camera Mike Johnson ha sciolto il Congresso. Sebbene sia consuetudine che il Congresso sospenda i lavori in anticipo negli anni elettorali – dato che tutti i seggi della Camera sono in palio – Johnson ha mandato a casa i deputati quasi sette settimane prima delle elezioni di medio termine. Ignorando le critiche, ha dichiarato che quella è stata “la sessione del Congresso più produttiva degli ultimi decenni”.
Massie era incredulo, poiché la mossa di Johnson significava che non ci sarebbe stata alcuna votazione sulla sua risoluzione di impeachment e che il suo tentativo di rendere pubblici ulteriori documenti nell’ambito dell’indagine su Jeffrey Epstein sarebbe stato rinviato. “Sospendiamo il Congresso?” si è detto, “Sto cercando di ottenere giustizia per le vittime sopravvissute di Epstein. Sto cercando di fermare una guerra”.
Quanto a Hegseth, liberato dall’onere di doversi difendere davanti al Congresso, ha intrapreso un tour di reclutamento militare. Unendo l’immagine di macho al fondamentalismo cristiano, è apparso con una maglietta con la scritta “This is WAR” (Questa è GUERRA), per trasmettere il messaggio “Send Me” (Mandami) alle potenziali reclute. Ha battezzato l’operazione attingendo al Libro di Isaia il quale, quando Dio gli chiese chi avrebbe dovuto mandare a combattere, rispose “Manda me”. Nella versione di Hegseth, questo diventa “Mandami a combattere i comunisti. Mandami a combattere gli islamisti… mandami a combattere qualsiasi minaccia contro la nazione” (https://x.com/DOWResponse/status/2101293140946644997).
Benché Hegseth sia un bersaglio allettante per le forze pacifiste del Paese, data la sua impulsiva propensione a mandare soldati a uccidere e a morire per difendere l’ordine unipolare ormai in rovina, egli non è la fonte del problema. La spinta verso la guerra perpetua proviene dalla City di Londra e dalla sua rete integrata di membri dei consigli di amministrazione che gestiscono i cartelli aziendali del complesso militare-industriale, che oggi include il settore dell’intelligenza artificiale e della tecnologia di Silicon Valley-Londra-Tel Aviv. Sotto questa spinta, Donald Trump ha voltato le spalle alla promessa elettorale di fermare le guerre e di non entrare in nuovi conflitti, promessa che ha infranto riguardo all’Iran.
Mentre l’immaturo Hegseth sfoggia i bicipiti durante i giri di reclutamento nei campus universitari, i media degli interessi guerrafondai propongono un appello più sofisticato che rasenta il lavaggio del cervello. Si consideri, ad esempio, l’effetto di un titolo della BBC del 19 settembre “La guerra potrebbe essere alle porte. Siamo psicologicamente pronti?” su una popolazione bombardata da menzogne riguardo al presunto desiderio “insaziabile” di Putin di vendicarsi per la caduta dell’Unione Sovietica.
In altre parole, il problema va ben oltre Hegseth. Tuttavia, la sospensione anticipata del Congresso per evitargli la comparsa di fronte a una commissione dimostra che chi tira le fila, utilizzando Hegseth come prestanome, teme di perdere il controllo sulla popolazione. Pertanto, agisce per proteggere le menzogne e nascondere la verità, come è stato temporaneamente ottenuto grazie allo stratagemma amministrativo di Johnson e ai milioni di dollari riversati nella campagna per sconfiggere Massie.
Hegseth potrebbe non rendersene conto, ma la sorte è ormai segnata. Lui e i guerrafondai stanno perdendo il mandato, negli Stati Uniti e in tutto il mondo.