Alfredo il Grande
| Alfredo del Wessex | |
|---|---|
| Re del Wessex | |
| In carica | 23 aprile 871 – 26 ottobre 899 (28 anni e 186 giorni) |
| Predecessore | Etelredo |
| Successore | Edoardo |
| Re degli Anglosassoni | |
| In carica | maggio 878 - 26 ottobre 899 |
| Predecessore | titolo creato |
| Successore | Edoardo |
| Nome completo | Ælfred detto il Grande |
| Nascita | Wantage, 848 o 849 |
| Morte | Winchester, 26 ottobre 899 |
| Luogo di sepoltura | abbazia di Hyde, Winchester, attualmente i resti risultano perduti |
| Dinastia | Casato del Wessex |
| Padre | Etelvulfo del Wessex |
| Madre | Osburga |
| Coniuge | Ealhswith |
| Figli | Ethelfleda Edoardo il Vecchio Æthelgifu Æthelweard Ælfthryth |
| Religione | Cattolicesimo |
| Sant'Alfredo il Grande | |
|---|---|
Re del Wessex e degli Anglosassoni | |
| Nascita | Wantage, 848 o 849 |
| Morte | Winchester, 26 ottobre 899 |
| Venerato da | Chiesa anglicana[1] |
| Ricorrenza | 26 ottobre |
Alfredo il Grande (in inglese antico: Ælfred; Wantage, 848 o 849 – Winchester, 26 ottobre 899) è stato sovrano anglosassone del Regno del Wessex dall'871 all'899, ed è oggi venerato come santo da alcune tradizioni cristiane.
Alfredo fu l'ultimo figlio di Etelvulfo del Wessex e di Osburga di Wight, che perirono durante la sua infanzia. Ebbe tre fratelli - Etelbaldo, Etelberto, Etelredo - e una sorella, Etelswith; suo fratellastro fu Atelstano di Kent.
Ultimo della famiglia a salire al trono, come tutti i suoi familiari trascorse gran parte della propria vita a difendere il regno dalle razzie vichinghe. Dopo avere riportato una vittoria decisiva nella battaglia di Ethandun nell'878, strinse un accordo con i suoi avversari dando vita all'entità amministrativa nota come Danelaw, nei territori dell'Anglia orientale e nel sud della Northumbria. La creazione di un territorio per i danesi venne stabilita dall'accordo tra Alfredo e il comandante vichingo Guthrum, diventato sovrano dell'Anglia orientale, dopo essersi convertito al cattolicesimo. L'alleanza con Guthrum e altri re gallesi garantì ad Alfredo e ai suoi successori l'estensione della propria influenza all'intera Inghilterra.[2]
Alfredo, uomo colto, incoraggiò l'istruzione e migliorò il sistema legislativo statale tramite la realizzazione di un codice normativo (Doom Book): per questo motivo fu detto «il Giustiniano inglese».[3] Secondo gli storici anglosassoni, Alfredo si impegnò a creare una prima cultura unificata in Inghilterra, chiamando membri del clero dall'Impero carolingio per formare i chierici e i nobili del regno secondo le pratiche in uso nel continente europeo. Egli favorì lo sviluppo di luoghi dediti alla produzione di manoscritti in latino e inglese antico, i cui testi preminenti erano di carattere teologico e storico. Tra di essi, spicca la Cronaca anglosassone, che ripercorre la storia dell'Inghilterra dal periodo romano fino al XII secolo; composta dal vescovo gallese Asser, amico di Alfredo, continuata da scribi anonimi sempre vicini alla nobiltà anglosassone e inglese.
Contesto storico
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Il nonno di Alfredo, Egberto, divenne re del Wessex nell'802: secondo lo storico Richard Abels, i contemporanei ritenevano improbabile che questi stabilisse una dinastia duratura. Per due secoli tre famiglie avevano combattuto per il trono sassone occidentale e nessun figlio aveva seguito suo padre in veste di re. Nessun antenato di Egberto era stato re del Wessex dai tempi di Ceawlin, alla fine del VI secolo, ma si credeva fosse un discendente paterno di Cerdic, progenitore della dinastia sassone occidentale.[nota 1] Questa circostanza rese Egberto un aetheling, ovvero un principe eleggibile al trono. Dopo il regno di Egberto, la dinastia di Cerdic non godeva più del peso politico necessario a candidare un papabile aetheling. Quando Egberto morì nell'839 gli successe il figlio Etelvulfo; tutti i successivi re della Sassonia occidentale erano discendenti di Egberto ed Etelvulfo, oltre a essere anche figli di re.[4][5][6]
All'inizio del IX secolo l'Inghilterra era quasi interamente sotto il controllo degli anglosassoni. La Mercia dominava l'Inghilterra meridionale, ma la sua supremazia terminò nell'825, quando venne definitivamente sconfitta da Egberto nella battaglia di Ellandun.[7] I due regni divennero alleati, evento che non garantì maggiore difesa dalle invasioni vichinghe, ma che legò indissolubilmente i destini dei due regni.[8] Nell'853, il re Burgred di Mercia richiese l'aiuto della Sassonia occidentale per sopprimere una ribellione gallese, mentre Etelvulfo guidò un contingente di sassoni occidentali in una campagna congiunta terminata con un successo. Nello stesso anno Burgred sposò la figlia di Etelvulfo, Etelswith, poco prima del loro esilio volontario, causato dalle minacce vichinghe di detronizzarlo e ucciderlo.[9]
Nell'825 Egberto inviò Etelvulfo a invadere il sottoregno merciano del Kent e il suo viceré, Baldred, fu scacciato poco dopo. Entro l'830, l'Essex, del Surrey e del Sussex si erano sottomessi a Egberto, che aveva nominato Etelvulfo per governare i territori sudorientali come re del Kent.[10][11] I vichinghi devastarono l'isola di Sheppey nell'835 e l'anno successivo sconfissero Egberto a Carhampton, nel Somerset, ma nell'838 surclassò un'alleanza di cornici e vichinghi nella battaglia di Hingston Down, riducendo la Cornovaglia allo status di un regno cliente.[12][13][14] Il successo di Etelvulfo lo spinse a nominare il suo primogenito Atelstano come viceré del Kent.[15] Egberto ed Etelvulfo potrebbero non avere inteso un'unione permanente tra Wessex e Kent perché entrambi figli nominati come viceré e funzionari di alto grado nel Wessex. Entrambi i re mantennero il controllo generale e ai loro sottoposti non fu consentito emettere la propria moneta.[16]
Le incursioni vichinghe aumentarono nei primi anni 840 su entrambi i lati della Manica e nell'843 Etelvulfo perse a Carhampton.[15] Nell'850, Atelstano sconfisse una flotta danese al largo di Sandwich nella prima battaglia navale registrata nella storia inglese.[17] Nell'851 Etelvulfo e il suo secondo figlio, Etelbaldo, prevalsero sui vichinghi nella battaglia di Aclea e, secondo la Cronaca anglosassone, «compì il più grande massacro di un esercito di razziatori pagani di cui si sia parlato fino a oggi, suggellando una grande vittoria».[18] Etelvulfo morì nell'858 dopo avere vissuto il tradimento del proprio secondogenito Etelbaldo, che non restituì il trono al ritorno del padre da Roma, lasciando solo il Sussex e il Kent ai suoi fratelli. Etelberto, terzogenito, dopo la morte del fratello maggiore, riuscì a riunire il regno riprendendo Wessex ed Essex, nella stessa forma che verrà poi ereditata da Alfredo.[19]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nascita
[modifica | modifica wikitesto]Alfredo era figlio di Etelvulfo, re del Wessex, e di sua moglie Osburga.[20] Secondo il suo biografo Asser, che scriveva nell'893, «nell'anno del Signore 849, Alfredo, re degli anglosassoni», nacque nel feudo della corona chiamato Wantage, nel distretto noto come Berkshire.[nota 2] Tale data è accettata dai curatori della biografia di Asser, Simon Keynes e Michael Lapidge, oltre che da altri storici quali David Dumville e Richard Huscroft.[21][22][23] Tuttavia, gli elenchi genealogici della Sassonia occidentale affermano che Alfredo aveva 23 anni quando divenne re nell'aprile 871, il che implica che fosse nato tra l'aprile 847 e l'aprile 848.[24][25] Questa datazione è adottata nella biografia fornita da Alfred Smyth, che considera non affidabile l'opera di Asser, un'accusa respinta da altri storici.[26][27][28] Richard Abels nella sua biografia presenta perplessità su entrambe le fonti, senza selezionarne una più affidabile: per questo motivo indica la data tra l'847 e l'849, mentre Patrick Wormald nella sua voce sull'Oxford Dictionary of National Biography fornisce l'848 o l'849.[nota 3] Il Berkshire risultava storicamente conteso tra Wessex e Mercia: ancora nell'844, una mappa mostrava che faceva parte della Mercia, ma la nascita di Alfredo nella contea costituisce la prova che, verso la fine degli anni 840, il controllo era passato al Wessex.[27][29]
Figlio più giovane di sei fratelli, suo fratello maggiore Atelstano era abbastanza grande da essere nominato vice-re del Kent nell'839, quasi 10 anni prima della nascita di Alfredo. Questi morì nei primi anni 850. I successivi tre fratelli di Alfredo furono poi re del Wessex. Etelbaldo (858-860) ed Etelberto (860-865) avevano anche loro molti più anni di Alfredo, mentre lo stesso discorso non valeva per Etelredo (865-871), il quale aveva solo un anno o due in più. L'unica sorella conosciuta di Alfredo, Etelswith, sposò Burgred, re del regno di Mercia nell'853. La maggior parte degli storici ritiene che Osburga, discendente dei sovrani dell'isola di Wight, fosse la madre di tutti i figli di Etelvulfo, ma alcuni suggeriscono che i più grandi siano nati da una prima moglie i cui dettagli rimangono sconosciuti. Asser la descrive come «una donna molto religiosa, nobile per temperamento e per nascita». Quest'ultima si spense nell'856, quando Etelvulfo sposò Giuditta, figlia di Carlo il Calvo, re dei Franchi Occidentali.[27][30][31][32]
Giovinezza
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Secondo Asser, nella sua infanzia Alfredo vinse un libro di poesia inglese splendidamente decorato, offerto come premio da sua madre al primo dei suoi figli in grado di memorizzarlo. La donna deve averglielo verosimilmente letto, perché sua madre morì quando aveva circa sei anni e non imparò a leggere fino a quando non ne fece dodici.[33] Nell'853, Alfredo compare nella Cronaca anglosassone, dove si riferisce del suo viaggio a Roma durante cui fu confermato da papa Leone IV, che lo «unse monarca».[34] In età vittoriana, gli scrittori interpretarono questo evento come un'incoronazione anticipata, in preparazione della sua eventuale successione al trono del Wessex. Si tratta di una ricostruzione improbabile: la sua successione non poteva essere prevista all'epoca perché Alfredo aveva tre fratelli più grandi di lui in vita.[27] Una lettera di Leone IV dimostra che Alfredo fu nominato consul e un'interpretazione erronea di questa investitura, sia essa intenzionale o accidentale, potrebbe giustificare la successiva confusione.[27] L'evento potrebbe basarsi sul fatto che Alfredo in seguito accompagnò suo padre in un pellegrinaggio a Roma, dove trascorse un po' di tempo alla corte di Carlo il Calvo, re dei Franchi, intorno all'854-855.[35] Al loro ritorno da Roma nell'856, Etelvulfo fu deposto da suo figlio Etelbaldo. Con la guerra civile incombente, i magnati del regno si riunirono in consiglio per formare un compromesso. Etelbaldo preservò le contee occidentali (cioè il Wessex storico) ed Etelvulfo regnò a est. Dopo la morte del re Etelvulfo nell'858, il Wessex fu governato da tre fratelli di Alfredo in successione: Etelbaldo, Etelberto e Etelredo.[36]
I fratelli di Alfredo al potere
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Alfredo non è menzionato durante i brevi regni dei suoi fratelli maggiori Etelbaldo e Etelberto. La Cronaca anglosassone descrive la grande armata danese che sbarcò in Anglia orientale con l'intento di conquistare i quattro regni che costituivano l'Inghilterra anglosassone nell'865.[37] L'avvicinamento definitivo alla corte da parte di Alfredo iniziò nell'865 all'età di 16 anni, quando ascese al trono del suo terzo fratello, il diciottenne Etelredo. Durante questo periodo, il vescovo Asser assegnò ad Alfredo il titolo esclusivo di secundarius, che potrebbe indicare una posizione simile a quella del tanistry di epoca celtica, ossia un successore riconosciuto strettamente associato al monarca regnante. Questa disposizione potrebbe essere stata sancita dal padre di Alfredo o dal witan per proteggersi dal pericolo di una successione contesa qualora Etelredo fosse caduto in battaglia.[38] Si trattava di una tradizione ben nota tra gli altri popoli germanici, per esempio svedesi e franchi a cui gli anglosassoni erano strettamente legati, incoronare un successore come principe reale e comandante militare.[38]
Invasione vichinga
[modifica | modifica wikitesto]Nell'868 si riferisce di Alfredo mentre combatteva al fianco di Etelredo nel tentativo fallito di ostacolare la grande armata pagana guidata da Ívarr Senz'ossa fuori dall'adiacente Regno di Mercia.[39] I danesi arrivarono in patria alla fine dell'870 e l'anno successivo si combatterono nove scontri, con alterni risultati; i luoghi e le date di due di queste battaglie restano oggetto di mistero. Una schermaglia di successo alla battaglia di Englefield nel Berkshire il 31 dicembre 870 fu seguita da una grave sconfitta durante l'assedio e la battaglia di Reading dal fratello di Ívarr Halfdan Ragnarsson il 5 gennaio 871. Quattro giorni dopo, gli anglosassoni prevalsero nella battaglia di Ashdown a Berkshire Downs, forse vicino a Compton o Aldworth.[38] I sassoni furono sconfitti nella battaglia di Basing il 22 gennaio e poi in una seconda occasione il 22 marzo a Marton (forse Marden, nel Wiltshire, o Martin, nel Dorset).[38] Etelredo morì poco dopo ad aprile.[38]
Al potere
[modifica | modifica wikitesto]Le prime lotte
[modifica | modifica wikitesto]Nell'aprile del 871, alla dipartita di Etelredo seguì la salita al trono di Alfredo del Wessex e l'onere della sua difesa, nonostante il defunto monarca avesse due figli all'epoca minorenni, Etelelmo e Etelvaldo. Una simile scelta si comprende se si pensa all'accordo che Etelredo e Alfredo avevano fatto all'inizio di quell'anno nel corso di un'assemblea in un luogo non identificato chiamato Swinbeorg.[40] I fratelli avevano concordato che chiunque di loro fosse sopravvissuto all'altro avrebbe ereditato i possedimenti che il re Etelvulfo aveva lasciato congiuntamente ai suoi figli nel suo testamento.[40] I discendenti del defunto avrebbero ricevuto solo le proprietà e le ricchezze che il padre aveva loro assegnato e i feudi aggiuntivi che lo zio aveva acquisito.[40] La premessa non dichiarata era che il fratello sopravvissuto sarebbe divenuto monarca. Data l'invasione danese e la giovinezza dei suoi nipoti, l'ascesa di Alfredo probabilmente non ricevette contestazioni.[40]
Mentre era impegnato con le cerimonie funebri per suo fratello, i danesi sconfissero l'esercito sassone in sua assenza in un luogo sconosciuto e poi di nuovo in sua presenza a Wilton a maggio.[38] La battuta d'arresto dissolse ogni speranza residua che Alfredo potesse scacciare gli invasori dal suo regno: pertanto, dovette stipulare una pace con loro. Sebbene i termini dell'intesa non siano registrati, il vescovo Asser scrisse che i pagani accettarono di lasciare il regno e mantennero la loro promessa.[41]
L'esercito vichingo si ritirò da Reading nell'autunno dell'871 per occupare i quartieri invernali nella Londra merciana. Sebbene non sia menzionato da Asser o dalla Cronaca anglosassone, Alfredo probabilmente consegnò ai vichinghi una lauta somma per spingerli ad andarsene, proprio come avrebbero fatto i merciani l'anno seguente.[41] Delle ricchezze risalenti all'occupazione vichinga di Londra nell'871/872 sono state scoperte a Croydon, Gravesend e Waterloo Bridge. Questi reperti suggeriscono il costo necessario a stipulare la pace con la controparte. Durante il lustro successivo, i danesi occuparono altre regioni dell'Inghilterra.[42]
Nell'876, sotto i loro tre capi Guthrum, Oscetel e Anwend, i danesi superarono l'esercito sassone attaccando e occupando Wareham, nel Dorset. Alfredo li bloccò senza però risultare in grado di espugnare Wareham dopo averla presa d'assalto. Egli negoziò una pace che comportò uno scambio di ostaggi e giuramenti, con i danesi che diedero la loro parola su un «anello sacro» associato al culto del dio Thor. I danesi si rimangiarono la loro parola e, dopo avere ucciso tutti gli ostaggi, fuggirono con il favore della notte a Exeter, nel Devon.[43]
Alfredo bloccò le navi vichinghe nel Devon e, considerando che della flotta di rinforzi dei pagani si persero le tracce dopo una tempesta, i danesi furono costretti a sottomettersi e si ritirarono in Mercia. Nel gennaio 878, i danesi attaccarono senza preavviso Chippenham, una roccaforte reale in cui Alfredo era rimasto per trascorrere il Natale «e uccisero la maggioranza delle persone che vi si trovavano, tranne il sovrano. Egli, con un piccolo seguito, si fece strada tra boschi e paludi e dopo Pasqua realizzò un forte ad Athelney, nelle paludi di Somerset: da quella postazione continuò a combattere contro il nemico».[44] Da Athelney, un'isola situata nelle paludi vicino a North Petherton, Alfredo riuscì a organizzare una campagna di resistenza, radunando le milizie locali dal Somerset, dal Wiltshire e dall'Hampshire.[38] L'878 costituì il nadir della storia dei regni anglosassoni: con tutti gli altri regni caduti in mano ai vichinghi, rimaneva il solo Wessex a resistere agli assalti stranieri.[45]
Contrattacco e vittoria
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Nella settima settimana dopo Pasqua (4-10 maggio 878), nei dintorni di Whitsuntide, Alfredo cavalcò verso la roccia di Egbert a est di Selwood, dove lo accolsero «tutte le persone del Somerset e del Wiltshire e di quella parte dell'Hampshire che si trova su questo lato del mare (cioè, a ovest del canale di Solent), rallegrandosi nel vederlo».[44] L'allontanamento di Alfredo dalla sua roccaforte nelle paludi faceva parte di un'offensiva attentamente pianificata che prevedeva l'aumento in termini numerici dei fyrd di tre contee. Ciò significava non solo che il monarca aveva il sostegno dell'aldermanno, di alti funzionari reali e del thegn, incaricati di riscuotere e guidare queste forze, ma che loro avevano mantenuto le loro posizioni autoritarie in queste località abbastanza bene per rispondere alla sua chiamata alla guerra. Le azioni di Alfredo suggeriscono anche l'esistenza di un sistema di esploratori e messaggeri.[46]
Alfredo ottenne una vittoria decisiva nella successiva battaglia di Edington, che potrebbe essere stata combattuta vicino a Westbury. In seguito, inseguì i danesi fino alla loro roccaforte a Chippenham e li lasciò morire di fame fino alla sottomissione. Uno dei termini della resa era che Guthrum si convertisse al cristianesimo. Tre settimane dopo, il re danese e 29 dei suoi uomini principali furono battezzati alla corte reale ad Aller, vicino ad Athelney, con Alfredo che ricevette Guthrum come suo figlio spirituale.[38] Secondo Asser, «la rimozione del crismale» [la striscia di lino o di seta che cinge la fronte del cresimato dopo l'unzione con il crisma] nell'ottavo giorno ebbe luogo in un feudo della corona chiamato Wedmore.[47][48] Nella stessa località Alfredo e Guthrum negoziarono quello che alcuni storici chiamarono il trattato di Wedmore, ma solo qualche anno dopo la cessazione delle ostilità si sottoscrisse una formale intesa.[49] Secondo i termini del cosiddetto documento, il convertito Guthrum doveva lasciare il Wessex e tornare nell'Anglia orientale. Di conseguenza, nell'879 l'esercito vichingo lasciò Chippenham e si diresse verso Cirencester.[50] Il formale trattato di Alfredo e Guthrum, conservato in inglese antico nel Corpus Christi College (manoscritto 383), e in una compilazione latina nota come Quadripartitus, fu negoziato più tardi, forse nell'879 o 880, quando re Ceolwulf II di Mercia andò deposto.[51] L'atto divise di fatto il regno di Mercia: stando ai termini, il confine tra i regni di Alfredo e Guthrum seguiva il fiume Tamigi fino al fiume Lea, dopodiché si seguiva il corso fino alla sorgente di quest'ultimo (vicino a Luton). Da lì procedeva in linea retta fino a Bedford e da quest'ultima posizione affiancava il fiume Ouse fino a Watling Street.[52][53]
In sostanza Alfredo succedette al regno di Ceolwulf costituito dalla Mercia occidentale, mentre Guthrum incorporò la parte orientale della Mercia in una versione estesa del regno dell'Anglia orientale (da allora in poi l'entità assunse il nome di Danelaw).[54] Inoltre, Alfredo avrebbe preservato il controllo della città merciana di Londra e delle sue zecche, almeno per quel frangente storico.[54] Nell'825, la Cronaca anglosassone riferiva che il popolo di Essex, Sussex, Kent e Surrey si arrese a Egberto, nonno di Alfredo. Da allora fino all'arrivo della grande armata danese, l'Essex aveva fatto parte del Wessex. Dopo la fondazione del Danelaw, pare che una sezione dell'Essex passò in mano ai danesi, ma si tratta di un avvenimento non chiaro.[55]
Anni 880
[modifica | modifica wikitesto]Con la firma del trattato di Alfredo e Guthrum, che si ritiene avvenne intorno all'880, ovvero quando la gente di Guthrum iniziò a stabilirsi nell'Anglia orientale, il comandante danese poteva dirsi una minaccia neutralizzata.[56] L'esercito vichingo, che era rimasto a Fulham durante l'inverno dell'878-879, salpò per Gand e si rese responsabile di episodi di guerra nel continente dall'879 all'892.[57][58]
Benché dopo la firma della pace con Guthrum non si assistette per qualche tempo a conflitti su vasta scala, si verificarono comunque delle incursioni minori lungo la costa del Wessex negli anni 880. Nell'882, Alfredo ingaggiò una piccola battaglia navale contro quattro navi danesi.[59] Due delle imbarcazioni finirono distrutte e le altre si arresero. L'accaduto di una delle quattro battaglie navali ci è riferito dalla Cronaca anglosassone, tre delle quali coinvolsero Alfredo.[59] Schermaglie simili con razziatori vichinghi che agivano in maniera autonoma si sarebbero verificate per diverso tempo a venire, riportando alla memoria quelle dei decenni passati.[60]
Nell'883 il papa Marino esentò dalla tassazione il quartiere sassone di Roma, forse in cambio della promessa di Alfredo di inviare annualmente elemosine alla Santa Sede: un simile evento potrebbe costituire l'origine della tassa medievale conosciuta come obolo di San Pietro.[61] Il papa inviò pure dei doni ad Alfredo, incluso quello che si riteneva fosse un frammento della Vera Croce.[61]
Nell'855 particolare clamore destò in Inghilterra un saccheggio nel Kent, regno alleato nel sud est, che vide come protagonista ancora una volta Guthrum. Il resoconto di Asser dell'incursione colloca i razziatori danesi nella città sassone di Rochester, dove essi ultimarono una fortezza temporanea per assediare la città.[57] In risposta a quanto accaduto, Alfredo convogliò subito una forza anglosassone contro i danesi, i quali, invece di ingaggiare l'esercito del Wessex, fuggirono verso le loro navi ancorate sulle spiagge e navigarono in un'altra zona della Gran Bretagna.[62] La forza danese in ritirata avrebbe lasciato la Gran Bretagna solo l'estate successiva.[62] Frattanto, non molto tempo dopo il fallito progetto danese nel Kent, il sovrano inglese inviò la sua flotta nell'Anglia orientale. Lo scopo di questa spedizione resta avvolto nel mistero, ma Asser afferma che si trattava di una risposta a dei saccheggi.[62] Dopo avere risalito il fiume Stour la flotta intravide tredici o sedici navi danesi (le fonti variano) e ne seguì una battaglia.[62] La flotta anglosassone emerse vittoriosa e, come racconta Huntingdon, «carica di spoglie».[63] Le imbarcazioni vittoriose vennero scoperte nell'atto di lasciare il fiume Stour da un gruppo di danesi alla foce del corso d'acqua e persero lo scontro, forse perché già estenuati dalla lizza precedente.[64]
Un anno dopo, nell'886, Alfredo rioccupò la città di Londra e decise di renderla nuovamente abitabile, in quanto versava in pessime condizioni.[65] Egli affidò l'insediamento alle cure di suo genero Etelredo, aldermanno di Mercia. Il restauro progredì nella seconda metà degli anni 880 e si crede che ruotasse attorno a un nuovo piano stradale, all'aggiunta di fortificazioni oltre a quelle esistenti di epoca romana e, secondo alcuni, anche alla costruzione di strutture difensive localizzate sulla riva meridionale del fiume Tamigi.[66]
In tale periodo quasi tutti i cronisti concordano che il popolo sassone dell'Inghilterra pre-unitaria si sottomise all'autorità di Alfredo.[67] Nell'889 Guthrum, o Atelstano con il suo nome di battesimo, storico nemico di Alfredo e re dell'Anglia orientale, morì e fu sepolto a Hadleigh.[68] La morte di Guthrum cambiò il panorama politico: il vuoto di potere che ne derivò stimolò altri signori della guerra assetati di potere e desiderosi di prendere il suo posto a combattere negli anni successivi. Gli anni di tranquillità della vita di Alfredo stavano volgendo al termine.[69]
Attacchi vichinghi (anni 890)
[modifica | modifica wikitesto]Dopo un'altra fase di tregua, nell'autunno dell'892 o dell'893, i danesi colpirono di nuovo. Trovando precaria la loro posizione nell'Europa continentale, attraversarono l'Inghilterra su 330 navi organizzate in due divisioni.[70] Il troncone maggiore si trincerò ad Appledore e il minore sotto Hastein, a Milton, sempre nel Kent. Gli invasori portarono con sé mogli e figli, cosa che lascia dedurre il tentativo concreto di eseguire conquiste e colonizzare in maniera stabile. Alfredo, nell'893 o nell'894, si stanziò in una posizione dalla quale poteva osservare entrambe le forze.[70]
Mentre era in trattative con Hastein i danesi ad Appledore insorsero e attaccarono verso nord-ovest. Ingaggiati dal primogenito di Alfredo, Edoardo, questi furono sconfitti nella battaglia di Farnham nel Surrey e dovettero rifugiarsi su un'isola a Thorney, sul fiume Colne tra il Buckinghamshire e il Middlesex, dove furono bloccati e costretti a cedere ostaggi e a promettere di lasciare il Wessex.[70][71] Si recarono in seguito nell'Essex e, dopo avere subito un'altra sconfitta a Benfleet, si unirono alle forze di Hastein a Shoebury.[71] Alfredo stava andando a dare il cambio a suo figlio a Thorney quando seppe che i danesi della Northumbria e dell'Anglia orientale erano intenti ad assediare Exeter e una roccaforte senza nome sulla costa del North Devon. Il monarca si affrettò immediatamente verso ovest e diede il via al cosiddetto assedio di Exeter. Il destino dell'altra località non viene rivelato dalle fonti.[72]
Il gruppo sotto Hastein decise di marciare lungo la valle del Tamigi, forse con l'idea di assistere i loro alleati a ovest. Raggiunti da una grande armata sotto i tre grandi aldermanni di Mercia, Wiltshire e Somerset e costretti a dirigersi a nord-ovest, venendo infine oltrepassati e bloccati a Buttington (alcuni identificano il sito con Buttington Tump alla foce del Wye, altri con Buttington vicino a Welshpool).[72] Un tentativo di sfondare le linee inglesi fallì e i fuggiaschi si ritirarono a Shoebury. Dopo avere radunato i rinforzi si lanciarono all'improvviso attraverso l'Inghilterra e occuparono le mura romane in rovina di Chester. Gli inglesi non tentarono un blocco invernale, accontentandosi di distruggere tutte le provviste nel distretto.[72]
All'inizio dell'894 o 895 la penuria di cibo costrinse i danesi a ritirarsi ancora una volta nell'Essex. Alla fine dell'anno i danesi richiamarono le loro navi lungo il Tamigi e il Lea e si trincerarono 32 km a nord di Londra. Un attacco frontale alle linee danesi fallì, anche se più tardi nel corso dell'anno Alfredo colse l'opportunità di ostruire il fiume per impedire l'uscita delle navi danesi. I danesi si resero conto di essere stati superati in manovra, allontanati verso nord-ovest e svernarono a Cwatbridge, vicino a Bridgnorth. L'anno seguente, nell'896 (o 897), essi rinunciarono alla lotta e alcuni si ritirarono in Northumbria, altri in Anglia orientale. Coloro che non avevano legami familiari in Inghilterra fecero ritorno in Scandinavia.[72]
Morte e sepoltura
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Alfredo morì il 26 ottobre 899 all'età di 50 o 51 anni.[73] Non si conosce la causa della sua morte, ma pare soffrì per tutta la vita di una malattia dolorosa e spiacevole. Il suo biografo Asser fornì una descrizione dettagliata dei sintomi, circostanza che ha permesso ai medici moderni di fornire una possibile diagnosi. Si pensa che patisse della malattia di Crohn o di emorroidi.[74][75] Suo nipote, re Edredo, sembra soffrì una malattia simile.[76]
Alfredo fu temporaneamente sepolto nella chiesa di Old Minster a Winchester con sua moglie Ealhswith e, in seguito, suo figlio Edoardo il Vecchio. Prima della sua dipartita, ordinò la costruzione dell'abbazia benedettina di New Minster, sperando che sarebbe diventata un mausoleo per lui e la sua famiglia.[77] Quattro anni dopo la sua morte, i corpi di Alfredo e della sua famiglia furono riesumati e trasferiti nel loro nuovo luogo di sepoltura nel New Minster, rimanendovi per 211 anni. Quando Guglielmo il Conquistatore salì al trono inglese dopo la conquista normanna nel 1066, molte abbazie anglosassoni subirono la demolizione e la sostituzione con cattedrali normanne. Tra quelle che subirono tale destino rientrava anche quella di New Minster, dove Alfredo era stato sepolto.[77] Prima della demolizione, i monaci avevano riesumato i corpi di Alfredo e della sua famiglia per trasferirli in sicurezza in una nuova posizione. I monaci si trasferirono ad Hyde nel 1110, un po' a nord della città, e si trasferirono all'abbazia cittadina insieme alla salma di Alfredo e a quella di sua moglie e dei suoi figli, che furono sepolte davanti all'altare maggiore.[77]
Nel 1536, molte chiese cattoliche romane furono vandalizzate dal popolo inglese, spronato dalla disillusione nei confronti della chiesa durante il travagliato periodo della dissoluzione dei monasteri. Uno degli edifici religiosi era il luogo di sepoltura di Alfredo, l'abbazia di Hyde. Ancora una volta, il sito dove riposavano le spoglie venne violato in una terza occasione.[77] L'abbazia di Hyde chiuse le porte nel 1538, durante il dominio di Enrico VIII: in quel momento, il sito della chiesa fu demolito e trattato alla stregua di una cava, con le pietre che componevano l'abbazia poi riutilizzate in opere architettoniche locali.[77] Le tombe di pietra che ospitavano Alfredo e la sua famiglia rimasero sottoterra e la terra è tornata a essere coltivata. Le sepolture rimasero intatte fino al 1788, quando il sito finì acquisito dalla contea per la costruzione di un carcere cittadino.
Prima dell'inizio dell'edificazione, i detenuti che sarebbero poi stati imprigionati nel sito vennero inviati a sondare il terreno, allo scopo di prepararlo per la costruzione.[78] Mentre scavavano le trincee di fondazione, i detenuti scoprirono le bare di Alfredo e della sua famiglia. Il prete cattolico locale, tale Milner, raccontava a proposito di tale evento:
I detenuti distrussero le bare di pietra, il piombo che le rivestiva fu venduto al prezzo di due ghinee e i resti all'interno furono sparsi nell'area. La prigione fu poi demolita tra il 1846 e il 1850.[79] Ulteriori scavi eseguiti nel 1866 e 1897 si rivelarono inconcludenti.[80] Nel 1866, l'antiquario dilettante John Mellor affermò di avere recuperato un certo numero di ossa dal sito che secondo lui erano quelle di Alfredo. Queste giunsero in possesso del vicario della vicina chiesa di San Bartolomeo, che le seppellì nuovamente in una tomba anonima nel cimitero locale.[79]
Gli scavi condotti dal Winchester Museums Service del sito dell'abbazia di Hyde nel 1999 hanno individuato una seconda fossa scavata di fronte a dove sarebbe stato situato l'altare maggiore, identificato come probabilmente risalente agli scavi di Mellor del 1866.[81] Lo scavo archeologico del 1999 rivelò le fondamenta degli edifici dell'abbazia e alcuni resti umani, indicati all'epoca appartenenti ad Alfredo; si è poi scoperto che invece appartenevano a una donna anziana.[82] Nel marzo 2013, la diocesi di Winchester ha riesumato le ossa dalla tomba anonima di San Bartolomeo e le ha riposte in un deposito sicuro. La diocesi non ha espresso alcun parere in merito alla possibilità che si trattasse delle ossa di Alfredo, ma intendeva comunque conservarle al sicuro per analisi successive e per sottrarle all'attenzione dei curiosi stimolata anche dall'identificazione dei resti di Riccardo III, avvenuta poco tempo prima.[82][83] Le ossa sono state poi sottoposte al radiocarbonio per la datazione ed è risultato che risalivano al 1300, quindi non erano attribuibili ad Alfredo. Nel gennaio del 2014 l'esame al radiocarbonio di un frammento di bacino portato alla luce nel 1999 nel sito di Hyde e conservato in un magazzino del museo di Winchester ha invece dato come risultato una collocazione temporale compatibile. I resti potrebbero quindi appartenere ad Alfredo o a suo figlio Edoardo, ma al momento non c'è ancora prova certa di questo.[84][85]

