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Capurso

Coordinate: 41°03′N 16°55′E
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Capurso
comune
Capurso – Stemma
Capurso – Bandiera
Capurso – Veduta
Capurso – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Puglia
Città metropolitana Bari
Amministrazione
SindacoMichele Laricchia (Italia in Comune) dal 22-9-2020 (2º mandato dal 25-5-2026)
Data di istituzione17 marzo 1861
Territorio
Coordinate41°03′N 16°55′E
Altitudine74 m s.l.m.
Superficie15,14 km²
Abitanti15 137[1] (31-5-2026)
Densità999,8 ab./km²
FrazioniSan Pietro[2], Superga[3]
Comuni confinantiBari, Casamassima, Cellamare, Noicattaro, Triggiano, Valenzano
Altre informazioni
Cod. postale70010
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072014
Cod. catastaleB716
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[4]
Cl. climaticazona C, 1 287 GG[5]
Nome abitanticapursesi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capurso
Capurso
Capurso – Mappa
Capurso – Mappa
Posizione del comune di Capurso all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Capurso (Capùrs in dialetto capursese) è un comune italiano di 15 137 abitanti[1] della città metropolitana di Bari in Puglia. Si trova a circa 6 km a sud-est del capoluogo.

Geografia fisica

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Il clima di Capurso è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo aride. Le temperature nelle aree più interne sono caratterizzate da clima temperato, mentre in prossimità della costa adriatica risentono dell'azione mitigatrice del mare. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano nel territorio del litorale barese, di cui anche il territorio di Capurso fa parte:

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 11,712,614,818,322,826,929,429,626,121,216,913,412,618,628,621,420,3
T. min. media (°C) 5,05,26,99,313,217,119,719,817,013,39,56,65,69,818,913,311,9
Precipitazioni (mm) 57695241362921275163666118712977180573
Umidità relativa media (%) 76,274,973,571,469,165,461,863,269,475,076,476,876,071,363,573,671,1

Fonte: Cima del Litorale barese, su biopuglia.iamb.it. URL consultato il 4 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2006).

Origini del nome

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Nel corso del tempo, sono state avanzate numerose ipotesi circa l'origine del toponimo Capurso. La più conosciuta di esse è quella secondo cui il nome della città deriverebbe dalla testa di un orso (caput ursi in latino) ucciso dai primi abitanti del luogo, posta su un carro e fatta trainare dai buoi; il paese sarebbe sorto nel punto in cui il carro fermò la sua corsa. Pur essendo chiaramente derivata dal folklore popolare, l'ipotesi è così diffusa che lo stemma del comune di Capurso raffigura la testa di un orso.

Secondo gli storici Pacifico e D'Addosio, il nome della città deriverebbe da Orso, figlio di Ajone, principe di Bari e Benevento nell'anno 888 d.C.[6] Un'altra teoria, sostenuta dal Roppo, fa risalire l'origine del nome a Urso o Ursone,[7] nome molto frequente nel Medioevo.

Studi recenti farebbero derivare il nome Capurso derivi da (locus) caprutius, "luogo di capre", che originariamente avrebbe indicato un'altura ove pascolavano le capre; tale toponimo sarebbe poi stato corrotto in Caprutius, Capurtius e infine Capursius, da cui l'attuale nome[8].

Il territorio di Capurso, ricco di cavità naturali e grotte tufacee facilmente adattabili a rifugio umano, è stato abitato fin dalla preistoria. Nel 2023, in località San Pietro, sono stati rinvenuti i resti di un villaggio dell'età del rame risalente al IV millennio a.C. e rimanenze più antiche, ascrivibili a circa 10 000-15 000 anni fa[9].

Le prime testimonianze sull'esistenza di Capurso risalgono all'XI secolo; a un periodo precedente sono invece ascrivibili gli affreschi nella Grotta di Santa Barbara nell'omonima contrada, che testimoniano la presenza di un insediamento già a partire dall'VIII secolo. Per gran parte del Medioevo, la storia della cittadina fu strettamente legata a quella della città di Bari, di cui fu probabilmente casa colonica; ai tempi della Regina Bona Sforza, che la infeudò, la cittadina raggiunse una piena autonomia.

Con la morte della regina Sforza il feudo passò nelle mani della famiglia Pappacoda principi di Squinzano, che in qualità di marchesi governarono Capurso dal 1556 al 1775. I Pappacoda costruirono un palazzo marchionale, impropriamente definito castello, del quale oggi non rimane traccia. Il feudo passò poi alle famiglie Filomarino e Brancaccio, che lo detennero fino all'eversione della feudalità (1806). Nel 1936 fu dichiarato ufficialmente municipio d'Italia.

Alla fine del XVIII secolo, la scoperta dell'icona di Santa Maria del Pozzo e la nascita del relativo culto contribuirono a rendere Capurso mèta di turismo religioso, impulso che perdura tuttora[10].

Lo stemma e il gonfalone del comune di Capurso sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 9 febbraio 1935.[11]

«Stemma d'argento, alla testa di orso bruno al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Il centro storico, di impianto tipicamente medievale, comprende bassi alla napoletana, corti, gafi o vignali, archi e viuzze lastricate su cui si affacciano poche case “palazziate”, con bugne (palazzo D'Addosio) e antefisse scolpite con dignità artistica.

Architetture religiose

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  • Chiesa madre del Ss. Salvatore
    Chiesa madre del Ss. Salvatore
    Basilica di Santa Maria del Pozzo
  • Chiesetta del Pozzo, edificata al di sopra del pozzo in cui fu rinvenuto il dipinto della Madonna del Pozzo. Fa parte dei beni architettonici del Santuario.
  • Chiesa madre del Ss. Salvatore (o di San Giuseppe), risalente al XVI secolo. Al suo interno si conserva un olio su tela recentemente attribuito alla bottega di Paolo Finoglio, copia di un Cristo e l'Adultera dello stesso autore conservato a Lecce.
  • Chiesa e convento di San Francesco da Paola
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (o di Santa Lucia), sull'altare maggiore l'affresco databile al XVII secolo raffigurante la Madonna delle grazie tra i santi Nicola e Sebastiano. Di notevole fattura la statua processionale di Santa Lucia attribuita alla bottega leccese Sacquegna, della fine dell'Ottocento.
  • Chiesa di San Antonio Abate
  • Chiesetta della Madonna del Carmine (o del Purgatorio), risalente al 1666
  • Chiesetta di San Antonio da Padova
  • Laura Basiliana di Santa Barbara, nell'omonima contrada rurale, contenente l'affresco della Vergine; ricadente in una proprietà privata, è oggi in rovina.

Architetture civili

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  • Palazzo D'Addosio, sede della Biblioteca Comunale
  • Palazzo Mariella

Evoluzione demografica

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