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Carlo Rambaldi

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Carlo Rambaldi al Giffoni Film Festival 2010
Statuetta dell'Oscar Oscar Special Achievement Award 1977
Statuetta dell'Oscar Oscar ai migliori effetti speciali 1980
Statuetta dell'Oscar Oscar ai migliori effetti speciali 1983

Carlo Rambaldi (Vigarano Mainarda, 15 settembre 1925 – Lamezia Terme, 10 agosto 2012) è stato un effettista e artista italiano, noto a livello mondiale per le sue opere in campo cinematografico.

Ha vinto due Oscar ai migliori effetti speciali per Alien (1979) ed E.T. l'extra-terrestre (1982), oltre che l'Oscar Special Achievement Award per gli effetti visivi di King Kong (1976).

Figlio di Maria Taionini e di Tino Rambaldi, meccanico di biciclette, Carlo cominciò fin da bambino ad aiutare suo padre nell'officina attigua all'abitazione.[1] Molti anni più tardi, Rambaldi sostenne in un'intervista che lì fosse nata la sua passione per la meccanica e per gli ingranaggi in movimento.[2]

Diplomato geometra per volere dei genitori, perfezionò poi le tecniche artistiche iscrivendosi all'Accademia di belle arti di Bologna,[3]. Dopo il servizio militare a Udine, cominciò a seguire la strada della pittura e della scultura, lavorando per manifesti, locandine e grandi murali, su commissione di partiti politici, pur non essendo assolutamente schierato.[2] La vocazione per il cinema nacque in maniera del tutto casuale: incaricato dal cineoperatore Antonio Sturla, aveva girato alla foce del Po il documentario Pescatori di storioni. Per dare maggior enfasi alle riprese delle fasi di pesca, realizzò tre modellini semoventi di storioni. La resa cinematografica di questi modellini destò l'interesse della Aeffe Cinematografica del produttore napoletano Antonio Ferrigno, che aveva messo in cantiere una ambiziosa pellicola ispirata alla saga dei Nibelunghi e aveva bisogno di effettuare riprese di un drago in movimento. Così nel 1956 Rambaldi si recò per la prima volta a Cinecittà e realizzò il drago Fafner, lungo ben sedici metri, per il film Sigfrido, diretto da Giacomo Gentilomo. Tornato a Ferrara, nel 1957 sposò Rosa Basso e da lei ebbe Victor, il primo figlio; intanto da Roma cominciavano ad arrivare altre richieste e Rambaldi decise di trasferirvisi definitivamente. Dopo il Sigfrido, nel 1959 lavorò alla costruzione di un grande manichino umanoide per David e Golia, uscito l'anno dopo per la regia di Ferdinando Baldi e Richard Pottier. In seguito venne chiamato per animare un centauro, un pipistrello, un cerbero e alcuni serpenti ne La vendetta di Ercole e il minotauro in Teseo contro il minotauro.[2]

Successivamente, nel 1961, Rambaldi realizzò per il film Scano Boa, di Renato Dall'Ara, grossi esemplari di storioni elettromeccanici, sorprendentemente realistici. In quello stesso anno arrivò il primo ingaggio dal grande produttore Dino De Laurentiis: attraverso l'architetto Mario Chiari, a Rambaldi pervenne l'incarico per il kolossal Barabba, per il quale eseguì una serie di realizzazioni più impegnative: manichini di gladiatori che dovevano precipitare nella fossa dei leoni, un personaggio preso nella rete che si dimena mentre viene trascinato via, uomini crocifissi e bruciati e anche un manichino di Silvana Mangano nella scena della lapidazione. In quella occasione, l'artista non ebbe l'opportunità di conoscere personalmente il produttore: si sarebbero rivisti a Hollywood più di dieci anni dopo.[2]

Rambaldi continuò lavorando per registi quali Mario Monicelli e Marco Ferreri, in La grande abbuffata, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento, per il quale contribuì a realizzare gli effetti speciali di Profondo rosso nel 1975. L'incontro con la grande produzione cinematografica americana di Hollywood gli permetterà di affinare le sue abilità nella creazione di effetti speciali mediante l'utilizzo della meccatronica (effetti speciali ottenuti con l'unione di meccanica ed elettronica).

Quando nel 1971 venne riaperta l'istruttoria sulle circostanze della morte di Giuseppe Pinelli, il magistrato inquirente dispose un esperimento giudiziale per ricostruire le modalità di caduta del corpo. Il manichino che riproduceva le caratteristiche del corpo di Pinelli venne progettato da Carlo Rambaldi.[4]

Carlo Rambaldi in un'occasione fu costretto a dimostrare davanti a un giudice la natura artificiale di quanto apparso sullo schermo, a causa dell'estremo realismo degli effetti realizzati: per la scena della vivisezione canina nel film Una lucertola con la pelle di donna (1971), il regista Lucio Fulci fu citato in tribunale per maltrattamento e crudeltà verso gli animali. Fulci sarebbe andato incontro ad una severa condanna penale, se Rambaldi non avesse fornito alla Corte i girati non montati e i fantocci dei cani utilizzati per le riprese. Nel 1972 è chiamato a realizzare il burattino per Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, ma il suo lavoro viene poi plagiato.[5][6][7]

Rambaldi ha vinto l'Oscar per i migliori effetti speciali per ben tre volte: il primo arriva con King Kong di John Guillermin del 1976, per il quale crea un pupazzo di 12 metri.[8] Il robot gigante in realtà è stato usato pochissimo, dato che nella maggior parte delle inquadrature con il gorilla nella sua interezza si trattava di Rick Baker con un costume. Realizza anche il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong usato per le riprese ravvicinate con Jessica Lange e alcune maschere in grado di esprimere le più comuni emozioni indossate da Rick Baker con il costume da King Kong; successivamente nel 1979 per Alien di Ridley Scott contribuisce, insieme a Hans Ruedi Giger, all'ideazione della creatura aliena divenuta poi celebre;[8] nel 1981 collabora con Andrzej Żuławski per Possession; nel 1982 crea il suo capolavoro, commuovendo il mondo intero con il protagonista di E.T. l'extra-terrestre di Steven Spielberg.[8]

Tra i numerosi altri film a cui ha collaborato vi sono anche Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), sempre di Spielberg, e Dune (1984) di David Lynch. È stato membro del Comitato d'onore dell'Ischia Film Festival e dell'Accademia Act Multimedia di Cinecittà. Nel 2008 è stato giurato del Calendimaggio, manifestazione di Assisi.

È deceduto il 10 agosto 2012 all'età di 86 anni a Lamezia Terme in Calabria, dove viveva da molti anni.[9] Il funerale è celebrato il giorno dopo a Lamezia Terme nella chiesa della Beata Vergine del Rosario; dopo la cremazione le ceneri, per volontà di Rambaldi, vengono tumulate nella cappella di famiglia a Vigarano Mainarda.[10][11]

Il comune calabrese di Motta Santa Lucia, provincia di Catanzaro, il 1º aprile 2017 istituisce il "premio alla memoria di Carlo Rambaldi", futura collaborazione tra il comune e la Fondazione Rambaldi e ritira il premio la figlia Daniela Rambaldi, consegnato dal sindaco Amedeo Colacino. Nel 2023 ha ricevuto alla Camera dei deputati il premio America della Fondazione Italia USA.[12] Il 15 maggio 2026, a Ferrara, viene intitolato un parco a suo nome.[13]

Progetti extra-cinematografici

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Negli anni Ottanta Carlo Rambaldi concepì l’idea di un parco tematico denominato «Millenium», che avrebbe dovuto sorgere nei pressi di Codigoro, in provincia di Ferrara. Il parco era pensato come un’esperienza dedicata al cinema. Tuttavia, il progetto non venne mai realizzato a causa di difficoltà amministrative e finanziarie, aggravate dallo scandalo Tangentopoli che coinvolse il consorzio promotore.[14]

Iniziative promosse dalla famiglia Rambaldi

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In seguito alla scomparsa di Rambaldi, la figlia Daniela Rambaldi annunciò nel 2022 un’evoluzione del progetto Millenium sotto forma virtuale: uno «spazio sul web dedicato ai personaggi resi famosi dai film», che utilizzerà anche materiali originali realizzati da Carlo Rambaldi (fra cui la riproduzione in 3D di E.T. l’extra‑terrestre) e sarà ospitato dalle piattaforme on-line della Fondazione Rambaldi.[15]

Effetti speciali[16]

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