Vai al contenuto

Fenegrò

Coordinate: 45°42′N 9°00′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fenegrò
comune
Fenegrò – Veduta
Fenegrò – Veduta
Scorcio sulla parrocchiale
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Como
Amministrazione
SindacoClaudio Canobbio (lista civica Fenegrò - Persone, idee e futuro) dal 25-5-2014 (3º mandato dal 9-6-2024)
Territorio
Coordinate45°42′N 9°00′E
Altitudine290 m s.l.m.
Superficie5,36 km²
Abitanti3 321[1] (31-5-2026)
Densità619,59 ab./km²
Comuni confinantiCirimido, Guanzate, Limido Comasco, Lurago Marinone, Turate, Veniano
Altre informazioni
Cod. postale22070
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013100
Cod. catastaleD531
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 541 GG[3]
Nome abitantifenegrolesi
PatronoSanta Maria
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fenegrò
Fenegrò
Fenegrò – Mappa
Fenegrò – Mappa
Posizione del comune di Fenegrò nella provincia di Como
Sito istituzionale
Murale di Mario Bogani in piazza Caduti Fenegrolesi
Murale di Mario Bogani in piazza Caduti Fenegrolesi

Fenegrò (Fenegroo in dialetto comasco[N 1], AFI: /feneˈɡroː/) è un comune italiano di 3 321 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia.

Origini del nome

[modifica | modifica wikitesto]

Da diversi secoli si fanno ipotesi, usando molto la fantasia, a proposito dell'origine del nome. Per molto tempo, l'origine più accreditata era dall'espressione latina Finis Agrorum "confine dei campi", oppure "fine dei campi (coltivati)", poiché Fenegrò si trova ai margini settentrionali della pianura padana, là dove il terreno, da pianeggiante, inizia a farsi collinare. Secondo quest'ipotesi, Fenegrò avrebbe dunque indicato un abitato posto al limitare dell'area coltivata e quindi pianeggiante, a ridosso delle colline.

Il primo documento conosciuto che ricorda il paese risale al secolo X, e anche quelli immediatamente successivi sono concordi nello scrivere Fenegrao, Fenegroe, oppure nel latinizzarlo in Fenegrolium. Significa che 1000 anni or sono il paese si chiamava già Fenegrò, perché l'aggiunta di un'altra vocale finale, come la "a" di Fenegrao, era solo un artificio per spostare in fondo l'accento, che allora non si usava annotare.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Fenegrò si trova nell'alta pianura agricola e urbanizzata lombarda, nell’Olgiatese comasco (bassa piana comasca). Il centro storico si sviluppa attorno alla chiesa di Santa Maria Nascente, perno centrale dell'impianto cittadino. La roggia Mascazza taglia da nord a sud il territorio, perdendosi nei boschi della vicina Turate. A nord grandi tratti boschivi, mentre a sud il territorio è occupato da estesi campi.

Ai limiti dei confini sud Fenegrò è interessato dal passaggio di un breve tratto dell'Autostrada Pedemontana Lombarda.

Caratteristiche sono le cascine, presenti alle porte del paese: Cascina Vignola a ovest, Cascina Valmorana e Cascina Berina a nord e Cascina San Quirico a sud del centro abitato, per citarne le più importanti.

Le origini dell'insediamento alla base del paese di Fenegrò risalgono probabilmente al I secolo d.C. come confermato da alcuni ritrovamenti archeologici emersi durante scavi compiuti nel 1836[4] e in epoche successive in terreni agricoli circostanti l'abitato. In quell'epoca vennero rinvenuti infatti vasi in cotto assieme a braccialetti bronzei, monete e suppellettili romani che oggi sono conservati nel museo di Gorla Minore.

Già dall'inizio del Medioevo, Fenegrò fece parte della Pieve di Appiano e quindi della Contea del Seprio, anche se il paese venne coinvolto solo relativamente dai continui scontri tra Como e Milano. Dal 956 inoltre i monaci del monastero milanese di San Simpliciano si dichiararono proprietari della locale chiesa dei Santi Quirico e Giulitta coi relativi benefici anche se la prima donazione ufficiale venne sottoscritta nel 1147 e confermata successivamente da papa Alessandro III nel 1188. Dal XII secolo è a ogni modo accertata la presenza di un castello fortificato di cui però in seguito si perdono le tracce.

El locho da Fenagrò viene indicato dagli Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346 tra le località a cui spetta la manutenzione della strada cosiddetta "da Bolà"[5].

Nel 1538 Fenegrò fu infeudato da Giacomo Antonio Carcano, che con un lascito testamentario lo passò alla famiglia degli Arconati, i quali esercitarono i diritti feudali sul comune fin oltre la metà del XVIII secolo[5].

Sempre inserito nella stessa pieve fino alla fine del Settecento[6], nel 1751 il comune di Fenegrò si estendeva già ai cassinaggi di Vigola, San Quirico e Val Morana[5].

Con l'introduzione dell'allevamento del baco da seta, nel Settecento vennero poste le prime basi per l'attività di tessitura che, soprattutto nell'Ottocento con la tessitura del conte Tondani, diede un forte rilancio all'economia del paese, precedentemente prevalentemente agricolo.

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Cirimido al comune di Fenegrò[7]. La decisione fu tuttavia abrogata con la Restaurazione[8].

Lo stemma e il gonfalone sono stati approvati dal consiglio comunale del 27 gennaio 1967 e concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 giugno 1967.[9]

«D'argento, alla torre di rosso, fondata in punta, chiusa di nero, circondata da due ramoscelli di verde uscenti dalla base; al capo d'azzurro, caricato di un giglio d'oro, accostato da due stelle dello stesso, raggiate di otto. Ornamenti esteriori da Comune.»

La torre allude alla fortezza edificata in località Santa Maria Castello; le fronde, poste ai lati della torre, rievocano l'etimologia più accreditata del nome del paese, finis agrorum, "limite dei campi", perché da questi territori finivano i terreni coltivati per far posto alle grillaie, terreni sterili e incolti. Il capo d'azzurro con le stelle e il giglio è probabilmente un omaggio ai santi Quirico e Giulitta, cui è dedicata la chiesa parrocchiale, e alla Madonna.[10] Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]
Foto del municipio di Fenegrò, visto dall'ingresso principale di via Colombo
Municipio di Fenegrò

Architetture civili

[modifica | modifica wikitesto]
Piazza Giovanni Piatti
Piazza Giovanni Piatti
  • Pozzo di via Indipendenza (detta via ümida, poiché è una via molto stretta, circondata da case, nella quale i raggi solari faticano ad arrivare)
  • Monumento ai Caduti e piazza dei Caduti fenegrolesi
  • Ex-cinema
  • Centro polifunzionale (vecchia sede della cooperativa di consumo)
  • Torre del vecchio acquedotto
  • Complesso industriale ex-Tondani

Architetture religiose

[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Nascente (Fenegrò).

Le prime notizie relative alla chiesa di Fenegrò risalgono alla fine del XIII secolo, quando essa è citata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, anche se ben poco attualmente si è conservato della struttura medievale di probabile stile romanico. La chiesa è infatti stata ricostruita completamente tra il 1756[12] e il 1761 quando ne venne modificato l'orientamento iniziale.[4]

All'interno la chiesa conserva alcuni dipinti di