Fenegrò
| Fenegrò comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Claudio Canobbio (lista civica Fenegrò - Persone, idee e futuro) dal 25-5-2014 (3º mandato dal 9-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°42′N 9°00′E |
| Altitudine | 290 m s.l.m. |
| Superficie | 5,36 km² |
| Abitanti | 3 321[1] (31-5-2026) |
| Densità | 619,59 ab./km² |
| Comuni confinanti | Cirimido, Guanzate, Limido Comasco, Lurago Marinone, Turate, Veniano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 22070 |
| Prefisso | 031 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 013100 |
| Cod. catastale | D531 |
| Targa | CO |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 541 GG[3] |
| Nome abitanti | fenegrolesi |
| Patrono | Santa Maria |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Fenegrò (Fenegroo in dialetto comasco[N 1], AFI: /feneˈɡroː/) è un comune italiano di 3 321 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Da diversi secoli si fanno ipotesi, usando molto la fantasia, a proposito dell'origine del nome. Per molto tempo, l'origine più accreditata era dall'espressione latina Finis Agrorum "confine dei campi", oppure "fine dei campi (coltivati)", poiché Fenegrò si trova ai margini settentrionali della pianura padana, là dove il terreno, da pianeggiante, inizia a farsi collinare. Secondo quest'ipotesi, Fenegrò avrebbe dunque indicato un abitato posto al limitare dell'area coltivata e quindi pianeggiante, a ridosso delle colline.
Il primo documento conosciuto che ricorda il paese risale al secolo X, e anche quelli immediatamente successivi sono concordi nello scrivere Fenegrao, Fenegroe, oppure nel latinizzarlo in Fenegrolium. Significa che 1000 anni or sono il paese si chiamava già Fenegrò, perché l'aggiunta di un'altra vocale finale, come la "a" di Fenegrao, era solo un artificio per spostare in fondo l'accento, che allora non si usava annotare.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Fenegrò si trova nell'alta pianura agricola e urbanizzata lombarda, nell’Olgiatese comasco (bassa piana comasca). Il centro storico si sviluppa attorno alla chiesa di Santa Maria Nascente, perno centrale dell'impianto cittadino. La roggia Mascazza taglia da nord a sud il territorio, perdendosi nei boschi della vicina Turate. A nord grandi tratti boschivi, mentre a sud il territorio è occupato da estesi campi.
Ai limiti dei confini sud Fenegrò è interessato dal passaggio di un breve tratto dell'Autostrada Pedemontana Lombarda.
Caratteristiche sono le cascine, presenti alle porte del paese: Cascina Vignola a ovest, Cascina Valmorana e Cascina Berina a nord e Cascina San Quirico a sud del centro abitato, per citarne le più importanti.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini dell'insediamento alla base del paese di Fenegrò risalgono probabilmente al I secolo d.C. come confermato da alcuni ritrovamenti archeologici emersi durante scavi compiuti nel 1836[4] e in epoche successive in terreni agricoli circostanti l'abitato. In quell'epoca vennero rinvenuti infatti vasi in cotto assieme a braccialetti bronzei, monete e suppellettili romani che oggi sono conservati nel museo di Gorla Minore.
Già dall'inizio del Medioevo, Fenegrò fece parte della Pieve di Appiano e quindi della Contea del Seprio, anche se il paese venne coinvolto solo relativamente dai continui scontri tra Como e Milano. Dal 956 inoltre i monaci del monastero milanese di San Simpliciano si dichiararono proprietari della locale chiesa dei Santi Quirico e Giulitta coi relativi benefici anche se la prima donazione ufficiale venne sottoscritta nel 1147 e confermata successivamente da papa Alessandro III nel 1188. Dal XII secolo è a ogni modo accertata la presenza di un castello fortificato di cui però in seguito si perdono le tracce.
El locho da Fenagrò viene indicato dagli Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346 tra le località a cui spetta la manutenzione della strada cosiddetta "da Bolà"[5].
Nel 1538 Fenegrò fu infeudato da Giacomo Antonio Carcano, che con un lascito testamentario lo passò alla famiglia degli Arconati, i quali esercitarono i diritti feudali sul comune fin oltre la metà del XVIII secolo[5].
Sempre inserito nella stessa pieve fino alla fine del Settecento[6], nel 1751 il comune di Fenegrò si estendeva già ai cassinaggi di Vigola, San Quirico e Val Morana[5].
Con l'introduzione dell'allevamento del baco da seta, nel Settecento vennero poste le prime basi per l'attività di tessitura che, soprattutto nell'Ottocento con la tessitura del conte Tondani, diede un forte rilancio all'economia del paese, precedentemente prevalentemente agricolo.
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Cirimido al comune di Fenegrò[7]. La decisione fu tuttavia abrogata con la Restaurazione[8].
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati approvati dal consiglio comunale del 27 gennaio 1967 e concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 giugno 1967.[9]
La torre allude alla fortezza edificata in località Santa Maria Castello; le fronde, poste ai lati della torre, rievocano l'etimologia più accreditata del nome del paese, finis agrorum, "limite dei campi", perché da questi territori finivano i terreni coltivati per far posto alle grillaie, terreni sterili e incolti. Il capo d'azzurro con le stelle e il giglio è probabilmente un omaggio ai santi Quirico e Giulitta, cui è dedicata la chiesa parrocchiale, e alla Madonna.[10] Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]- Municipio
- Murale di Mario Bogani,[11] sito in principio di via Roma
- Piazza Giovanni Piatti

- Pozzo di via Indipendenza (detta via ümida, poiché è una via molto stretta, circondata da case, nella quale i raggi solari faticano ad arrivare)
- Monumento ai Caduti e piazza dei Caduti fenegrolesi
- Ex-cinema
- Centro polifunzionale (vecchia sede della cooperativa di consumo)
- Torre del vecchio acquedotto
- Complesso industriale ex-Tondani
Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente
[modifica | modifica wikitesto]Le prime notizie relative alla chiesa di Fenegrò risalgono alla fine del XIII secolo, quando essa è citata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, anche se ben poco attualmente si è conservato della struttura medievale di probabile stile romanico. La chiesa è infatti stata ricostruita completamente tra il 1756[12] e il 1761 quando ne venne modificato l'orientamento iniziale.[4]
All'interno la chiesa conserva alcuni dipinti di

