Galerie Vivienne
| Galerie Vivienne | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Parigi |
| Coordinate | 48°52′00.12″N 2°20′22.92″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 1823-1826 |
| Inaugurazione | 1826 |
| Stile | neoclassico |
| Uso | Galleria commerciale |
| Piani | 1 |
| Realizzazione | |
| Architetto | François-Jacques Delannoy |
La Galerie Vivienne è una galleria commerciale di Parigi situata nel II arrondissement.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La galleria deve il suo nome alla contigua rue Vivienne che, a sua volta, prende il nome da Louis Vivien, signore di Saint-Marc e échevin (consigliere municipale) di Parigi nel 1599.[1]

François-Jacques Delannoy progettò la galleria in stile pompeiano neoclassico, dotandola di una raffinata copertura in vetro e arricchendola con mosaici, dipinti e sculture dedicati al tema del commercio: vi sono, così, elementi decorativi come caducei, ancore e cornucopie, nonché finestre a mezzaluna e raffigurazioni di dee e ninfe.[2]
I mosaici del pavimento, realizzati in terrazzo alla veneziana, sono stati realizzati da Giandomenico Facchina. La loro sobrietà, enfatizzata dalla ripetizione di forme geometriche semplici, richiama lo stile dei mosaici pavimentali di rue de Rivoli. La galleria, lunga 42 metri, termina con una rotonda vetrata sormontata da una cupola emisferica in vetro che garantisce anche la circolazione dell'aria.
Storia
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La galleria Vivienne fu costruita nel 1823 su iniziativa di Marchoux, presidente della Camera dei Notai, nel sito in cui sorgevano l’Hôtel Vanel de Serrant e il Passage des Petits-Pères. L’opera fu realizzata secondo i progetti dell’architetto François-Jean Delannoy e inaugurata nel 1826 con il nome di «Galerie Marchoux», per essere successivamente ribattezzata «Vivienne». Grazie alla sua posizione strategica, la galleria divenne rapidamente un vivace punto di riferimento commerciale, ospitando sartorie, calzolai, enoteche, ristoranti, librerie, negozi di tessuti, pasticcerie e venditori di stampe.
Collocata tra il Palais-Royal, la Borsa di Parigi e i Grands Boulevards, la galleria conobbe un notevole successo fino alla fine del Secondo Impero, perdendo tuttavia parte della sua attrattiva a seguito del trasferimento dei negozi di prestigio verso la Madeleine e gli Champs-Élysées, a seguito delle trasformazioni urbane promossa dal barone Haussmann.
La galleria ha storicamente avuto una certa concorrenza con la più recente Galerie Colbert, situata nelle vicinanze.[3][4][5][6][7][8][9] A partire dagli anni 1960 ritornò tuttavia a godere di una nuova vitalità, ospitando sfilate di moda ed eventi di arredamento e beneficiando dell'apertura di negozi di stilisti come Jean Paul Gaultier e Yuki Torii. Attualmente, la galleria Vivienne ospita numerosi esercizi commerciali dedicati al prêt-à-porter e agli articoli decorativi.
- Scala della galleria.
- Mosaico pavimentale.
- Rotonda e cupola.
- Dettagli architettonici.
- Decorazione murale.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Alfred Fierro, Mystère de l’histoire de Paris, Parigi, Parigramme, 2000, p. 165, ISBN 2-84096-185-7.
- ↑ Bertrand Lemoine, Les passages couverts en France, Parigi, Délégation à l'action artistique de la Ville de Paris, 1989, ISBN 2-905118-21-0.
- ↑ (EN) The Galerie Colbert and its Sounds, su Soundlandscapes' Blog, 21 ottobre 2015. URL consultato il 9 agosto 2022.
- ↑ Galerie Colbert à Paris 2e Arrondissement - PA00086023, su Monumentum. URL consultato il 10 agosto 2022.
- ↑ (FR) Accès et horaires, su Institut National d'Histoire de l'Art, 16 novembre 2018.
- ↑ Old Paris - Interior Of the Galerie Colbert, su Liberal Arts Instructional Technology Services, The College of Liberal Arts, The University of Texas at Austin. URL consultato il 10 agosto 2022.
- ↑ Colbert (galerie), Paris, France, su en.cityzeum.com. URL consultato il 10 agosto 2022.
- ↑ (FR) Galerie Colbert, su Passages et Galeries. URL consultato il 10 agosto 2022.
- ↑ Galerie Colbert, su UFR - Histoire de l'Art et Archéologie. URL consultato il 10 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2022).
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Galerie Vivienne, su Structurae.