Ladies' Home Journal
| Ladies' Home Journal | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | inglese |
| Periodicità |
|
| Formato | magazine |
| Fondazione | 1883 |
| Chiusura | 2016 |
| Sede | Des Moines (Iowa) |
| Editore | Meredith Corporation |
| Direttore | Sally Lee |
| ISSN | 0023-7124 |
Ladies' Home Journal è stato un periodico statunitense dedicato alle donne pubblicato dal 1883 al 2016.
Storia
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Ladies' Home Journal (LHJ) nacque nel 1882 come supplemento femminile del quotidiano americano Tribune and Farmer di Filadelfia diretto da Cyrus H.K. Curtis; il supplemento di due pagine, curato da Louisa Knapp, moglie del direttore, era intitolato «Women at Home» e dedicato ad argomenti domestici[1]. Il supplemento divenne una pubblicazione autonoma a periodicità mensile, diretta dalla stessa Louisa Knapp, pubblicata per la prima volta il 16 febbraio 1883 col titolo «The Ladies' Home Journal and Practical Housekeeper»[1], con un approccio letterario sentimentale e una tiratura di 20 000 copie[2]. Nel 1886 il titolo della rivista divenne quello definitivo «Ladies' Home Journal»[3].

Alla fine del 1889 divenne direttore di LHJ Edward William Bok (1863–1930) e sotto la sua guida il LHJ attirò grandi scrittrici dall'Europa e dagli Stati Uniti, offrendo articoli di narrativa e saggistica di qualità per donne[2]; Louisa Knapp continuò a collaborare alla rivista come titolare di una rubrica presente in ogni numero. Edward Bok divenne genero di Cyrus Curtis e di Louisa Knapp nel 1896, quando sposò la loro figlia Mary Louise Curtis[4]. Come direttore, Edward Bok diede alla rivista un senso di intimità e istituì dipartimenti di assistenza per rispondere alle lettere delle lettrici. Le sue innovazioni contribuirono allo straordinario successo del Journal e rivoluzionarono il settore delle riviste femminili[2]. LHJ raggiunse nel 1903 oltre un milione di abbonamenti, la prima rivista americana a raggiungere l'obiettivo[2]. Si distinse per la sua attenzione alle cause sociali: istituì un codice pubblicitario per eliminare frodi e dichiarazioni non veritiere da parte degli inserzionisti, rifiutò di pubblicizzare farmaci brevettati, contribuì ad rimuovere gli impedimenti che impedivano alle modelle nere di raggiungere lo status di top model (nel 1968 pubblicò la foto Naomi Sims sulla copertina della rivista)[2].
Nel 1968, la sua tiratura fu di 6,8 milioni di copie, inferiore agli 8,5 milioni di McCall's. Quell'anno, Curtis Publishing vendette il Ladies' Home Journal e la rivista The American Home alla Downe Communications per 5,4 milioni di dollari in azioni[5][6]; nel 1986 divenne proprietà della Meredith Corporation[7]. Nel 1998 la diffusione scese a 4,5 milioni di copie[8]. Nel 2014 la rivista decise di porre fine alla pubblicazione mensile trasformando LHJ in trimestrale. Nello stesso periodo, la sede centrale della rivista si trasferì da New York a Des Moines, nell'Iowa[9]. La Meredith offrì ai suoi abbonati la possibilità di trasferire i loro abbonamenti alle altre pubblicazioni della società[10]. Nel 2016 la rivista aveva 3,2 milioni di lettori. Sempre nel 2016, Meredith collaborò con Grand Editorial per produrre Ladies' Home Journal, ma fu pubblicato un solo numero[11].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Saturday Evening Post & Ladies' Home Journal, su scripophily.net. URL consultato il 7 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 Ladies' Home Journal, su Encyclopædia Britannica.
- ↑ F.L. Mott, A History of American Magazines, 1957
- ↑ Edward William Bok [1863-1930], su New Netherland Institute. URL consultato l'11 dicembre 2025.
- ↑ R. E. Bedingfield, Business and Finance section, in Curtis Publishing Sells 2 Magazines; Downe Paying $5.4-Million in Stock, The New York Times, 15 agosto 1968, p. 54.
- ↑ Too Few Believers, in Time, 23 agosto 1968, p. 67.
- ↑ Meredith Won't Tinker with Added Magazines, in The New York Times, Late City Final, 25 novembre 1985, p. D2, col 5.
- ↑ E. Timke e W. Gu, 2020.
- ↑ Kathleen L. Endres e Therese L. Lueck, Women's Periodicals in the United States: Consumer Magazines, Greenwood Publishing Group, 1995, p. 172, ISBN 978-0-313-28631-5.
- ↑ Noam Cohen, Ladies' Home Journal to Become a Quarterly, in New York Times, 25 aprile 2014.
- ↑ Kelsey Sutton, Grand Editorial to produce Ladies' Home Journal, in POLITICO Media, 7 gennaio 2016.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Frank Luther Mott, A History of American Magazines, Cambridge, Massachusetts, Harvard Press, 1957, pp. 763–772, ISBN 978-0674395503.
- (EN) Theodore Bernard Peterson, Magazines in Twentieth Century, Urbana, University of Illinois Press, 1964.
- (EN) David E. Sumner, The Magazine Century: American Magazines Since 1900, Peter Lang, 2010, p. 124, ISBN 978-1-4331-0493-0. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Ed Timke e Wenyue (Lucy) Gu, Comparing Major Women’s Magazine Circulation Across the 20th Century, su Circulating American Magazines, James Madison University, 15 marzo 2020. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Nancy A. Walker, Shaping our mothers' world : American womens magazines, Jackson, University Press of Mississippi, 2000, ISBN 1578062942.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ladies' Home Journal
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Ladies’ Home Journal, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Edizioni di Ladies' Home Journal, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 251817391 |
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