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NGC 2076

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NGC 2076
Galassia lenticolare
NGC 2076 nelle immagini DESI Legacy Imaging Surveys
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data4 febbraio 1785 [1]
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneLepre
Ascensione retta05h 46m 47.4s [2]
Declinazione-16° 46′ 57″ [1][2]
Distanza106,2 milioni di a.l.
(32,57 Mpc) [2]
Magnitudine apparente (V)13,0 [3]

nella banda B: 14,0 [3]

Redshift+0,007145 ± 0,000017 [2]
Luminosità superficiale14,14 [3]
Angolo di posizione45° [3]
Velocità radiale2142 ± 5 [2] km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia lenticolare
ClasseS0^+? [2], S0-a [3], S0/a?? [1]
Dimensioni89 100 a.l.
(27 310 [2] pc)
Altre designazioni
PGC 17804
MCG -3-15-12
IRAS 05445-1648 [3]
Mappa di localizzazione
NGC 2076
Categoria di galassie lenticolari

NGC 2076 è una galassia lenticolare vista di taglio e situata nella costellazione della Lepre, a una distanza di circa 106 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.[1]

La galassia è stata scoperta il 4 febbraio 1785 dall'astronomo britannico di origine tedesca William Herschel.[1]

NGC 2076 presenta una larga riga a 21 cm dell'idrogeno neutro.[2]

Data la sua luminosità superficiale pari a 14,14, NGC 2076 può essere classificata come una galassia a bassa luminosità superficiale (nella letteratura in lingua inglese abbreviata in LSB, acronimo di Low Surface Brightness). Le galassie LSB sono galassie di tipo diffuso (D) con una luminosità superficiale inferiore di almeno una magnitudine a quella del cielo notturno circostante.

Il 12 settembre 2003, all'interno di NGC 2076 è stata scoperta la supernova SN 2003hx da J. Burket, M. Papenkova e W. Li nel corso del programma LOTOSS dell'Osservatorio Lick.[4] La supernova è stata classificata di tipo Ia.[5]

  1. 1 2 3 4 5 (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 2076, su cseligman.com. URL consultato il 2 maggio 2025.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Results for object NGC 2076, su ned.ipac.caltech.edu, National Aeronautics and Space Administration / Infrared Processing and Analysis Center. URL consultato il 2 maggio 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 2000 à 2099, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 2 maggio 2025.
  4. ↑ (EN) Central Bureau for Astronomical Telegrams, IAUC 8199: 2003hx; N Sct 2003; Poss. N IN M33, su cbat.eps.harvard.edu. URL consultato il 2 maggio 2025.
  5. ↑ (EN) Bright Supernovae - 2003, su rochesterastronomy.org. URL consultato il 2 maggio 2025.

Voci correlate

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