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Pantofola

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Pantofole da uomo

La pantofola è una calzatura da casa.[1] Differisce dalla ciabatta perché è chiusa davanti.

Pantofola femminile, seconda metà del XV secolo, Pavia, Musei Civici.

Sin dal XV secolo, la pantofola (detta anche "pianella", "spantoffia", "zibra" o "solea") veniva utilizzata come calzatura sia maschile che femminile.[2]

Le pantofole devono essere comode e confortevoli, calde se usate d'inverno, fresche se usate d'estate, per questo i materiali che le costituiscono sono: pelle morbida, panno, feltro, velluto e altri tipi di tessuti imbottiti per la tomaia. La suola, non dovendo essere utilizzata per uscire all'esterno, può essere, oltre che in cuoio, in feltro; eventuali rivestimenti in gomma hanno scopi antiscivolo e antirumore. Se si vuole usare le pantofole per uscire è necessario che esse abbiano una suola anti-scivolo. Solitamente non hanno allacciatura ma si infilano, per chiudere modelli particolarmente alti si può usare una cerniera lampo, un bottone o l'elastico.

Dato il materiale morbido si possono facilmente realizzare a mano, con la maglia, l'uncinetto o il cucito.

In commercio si trovano sia pantofole per adulti sia per bambini con l'aspetto di animaletti o pupazzi.

Pantofole da bimbo

Nel linguaggio comune mettersi in pantofole significa stare comodi[3] e pantofolaio viene definito un individuo pigro che esce malvolentieri da casa.

  1. Pantofola, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. Gabriella Aruch Scaravaglio, Pantofola, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. pantofola, su dizionari.corriere.it, Corriere della Sera. URL consultato il 27 gennaio 2026.

Voci correlate

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