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Team Alstare

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Team Alstare
Motociclismo
PaeseBelgio (bandiera) Belgio
Nome completoBimota Alstare
CategorieSuperbike
Supersport
Superstock 1000
SedeRue de la Résistance 32 - 4432 Alleur (Belgio)
Team managerFrancis Batta
Piloti nel 2021
Superbike23 Francia (bandiera) Christophe Ponsson
Moto nel 2021Yamaha YZF-R1
Pneumatici nel 2021Pirelli
Campioni del Mondo
Superbike2005 Australia (bandiera) Troy Corser
Supersport1998 Italia (bandiera) Fabrizio Pirovano
1999 Francia (bandiera) Stéphane Chambon

Il Team Alstare è una squadra motociclistica con sede in Belgio, gestita da Francis Batta. Dal 1999 e fino al 2011 è stato il team di riferimento della Suzuki nel campionato mondiale Superbike; dopo un anno di assenza dalla categoria, nel 2013, partecipò al mondiale Superbike col nome "Team Ducati Alstare" grazie a un accordo con la casa italiana. Nel 2014 passò a motociclette Bimota, diventando quindi "Bimota Alstare".

Francis e Patricia Batta diedero vita alla "Alstare Racing" nel 1992, ma il debutto nelle derivate di serie avvenne solo nel 1995, con la Ducati, nel campionato europeo della categoria Supersport. I piloti erano Marco Lucchinelli ed il belga Michaël Paquay, con quest'ultimo che grazie alla 748 del team di Batta vinse il campionato continentale.[1] L'anno seguente ci fu il debutto nel mondiale Superbike, sempre con Paquay, in sella ad una Ducati 916, mentre Fabrizio Pirovano su Ducati 748SP vinse l'europeo Supersport. Nel 1997 il team partecipò solo al neonato mondiale Supersport con il francese Stéphane Chambon che andò ad affiancare Pirovano, il quale però non riuscì a bissare il successo degli anni precedenti.

Nel 1998, dopo tre anni di collaborazione con Ducati, il team passò alle Suzuki e la scelta si rivelò azzeccata. Infatti in sella alle GSX-R 600 della casa di Hamamatsu Pirovano vinse nuovamente il mondiale Supersport, e Chambon arrivò 3°.

Ma la stagione 1999 si rivelò ancora più importante, in quanto non solo Chambon vinse il mondiale Supersport, ma inoltre Suzuki decise di affidare al team la gestione delle GSX-R 750 ufficiali nel mondiale Superbike. I piloti scelti furono Pierfrancesco Chili e Katsuaki Fujiwara, con il bolognese che regalò le prime 2 vittorie alla struttura belga. Nel 1999 e nel 2000 partecipa al campionato europeo Superstock 1000 FIM con la pilota tedesca Katja Poensgen in sella ad una Suzuki GSX-R750, ottenendo un podio durante la seconda stagione ed arrivando sesta in classifica generale.

L'anno successivo i due piloti furono confermati, Chili dopo un anno di apprendistato sulla nuova moto partì con grandi ambizioni, ma un infortunio gli impedì di lottare per il titolo. Più difficile fu la stagione 2001, per le difficoltà di messa a punto del nuovo modello di GSX-R 750. La stagione 2002 vede il solo Gregorio Lavilla come portacolori della squadra belga in Superbike, mentre in Supersport Fujiwara sfiorò il titolo concludendo secondo a 5 punti dal vincitore Fabien Foret, e Chambon chiuse terzo. In questa stagione ci fu anche il fortunato ritorno nel campionato Superstock 1000, con il titolo conquistato da Vittorio Iannuzzo.

Nel 2003, con il cambio di regolamento, che ampliava la cilindrata delle 4 cilindri portando il limite da 750 a 1000, il confermato Lavilla poté utilizzare la più potente GSX-R 1000, che gli garantì 7 podi ed il 5º posto finale. Nel campionato Superstock 1000 inoltre arrivò il successo di Michel Fabrizio.

Stagione 2005

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Tale stagione risulta particolare per il team, in quanto segna il ritorno alle competizioni Superbike dopo un anno di stop dovuto al fatto che la casa madre giapponese era indecisa se continuare a puntare al campionato SBK o concentrarsi in altre competizioni motoristiche più attigue alle necessità dell'azienda. Fortunatamente la Suzuki propende per la prima delle due ipotesi dando vita a quella che sarà una stagione trionfale per il binomio Team Alstare e Suzuki. Infatti la moto, la nuovissima Suzuki GSX-R 1000 K5 fin dai primi test invernali risulta la più veloce superando di fatto quella che era la casa di riferimento del mondiale superbike, ovverosia la Ducati. L'inizio della stagione è per il team una marcia trionfale con i due piloti Troy Corser e Yukio Kagayama che si alternano sui due gradini più alti del podio; è l'australiano però a raggiungere con maggiore preponderanza e costanza risultati utili e, forte anche della sua pluriennale esperienza, riesce a balzare in vetta alla classifica del mondiale e a difendere la prima piazza fino al termine dello stesso, anche dall'attacco finale del connazionale Chris Vermeulen del team Winston Honda Ten Kate. Corser pertanto vince il mondiale Superbike dando alla casa giapponese il primo mondiale nella classe delle moto derivate dalla serie.[2]

Stagione 2006

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