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Trento

Coordinate: 46°04′N 11°07′E
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Trento
comune
Trento – Stemma
Trento – Bandiera
Trento – Veduta
Trento – Veduta
Trento, visione d'insieme
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Trentino-Alto Adige
Provincia Trento
Amministrazione
SindacoFranco Ianeselli (PD) dal 23-9-2020 (2º mandato dal 4-5-2025)
Territorio
Coordinate46°04′N 11°07′E
Altitudine194[1] m s.l.m.
Superficie157,88 km²
Abitanti119 675[2] (31-5-2026)
Densità758,01 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAlbiano, Aldeno, Altopiano della Vigolana, Besenello, Cavedine, Cimone, Civezzano, Garniga Terme, Giovo, Lavis, Madruzzo, Pergine Valsugana, Vallelaghi, Villa Lagarina
Altre informazioni
LingueItaliano
Cod. postale38121 (nord)
38122 (centro)
38123 (sud)
Prefisso0461
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022205
Cod. catastaleL378
TargaTN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 567 GG[4]
Nome abitantitrentini o tridentini (storico)
Patronosan Vigilio
Giorno festivo26 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trento
Trento
Trento – Mappa
Trento – Mappa
Posizione del comune di Trento nella provincia autonoma di Trento.
Sito istituzionale

Trento (AFI: /ˈtrɛnto/[5] o /ˈtrento/[6], ascolta; Trènt in dialetto trentino; in ladino Trënt; in tedesco Trient[7]) è un comune italiano di 119 675 abitanti[2], capoluogo della provincia omonima e della regione Trentino-Alto Adige.

Geografia fisica

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Panorama della città con vista sul castello

La città di Trento (46°04′N 11°07′E) è situata nella valle del fiume Adige, a circa 150 km dalla sorgente del fiume e a 250 km dalla sua foce, 55 km a sud di Bolzano e 95 km a nord di Verona. La città di Trento è collocata al centro di un'area urbana compresa latitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto e che si estende ad est verso la Valsugana, fino al comune di Pergine.

Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è concentrata solo in città, ma anche in numerosi centri sparsi o sobborghi, piuttosto diversi l'uno dall'altro e che conservano ancora una propria identità sia urbana, sia paesana, rurale o montana. La città antica conta 80 000 abitanti (ottobre 2004). L'agglomerato urbano con i comuni limitrofi arriva a 150 000 abitanti. Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12 449 abitanti la circoscrizione).

Quello meno popolato è Sardagna (1 106 abitanti). La maggioranza di essi è distribuita sul fondovalle dell'Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna è situato ad ovest su un piano roccioso a 560 metri di altitudine ed è collegato al fondovalle anche da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 m s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1 650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale.

La vastità della zona comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (736 ab./km² contro, per esempio, i 2 037 ab./km² di Bolzano).

Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna; a nord-ovest si trova la Paganella, a nord-est il monte Calisio, a est la Marzola, a sud-est la Vigolana e a ovest il Monte Bondone, chiamato anche l'"Alpe di Trento". Quest'ultimo, che in gran parte ricade nel territorio comunale, è raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale.

Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il giardino botanico alpino e iniziare l'escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone (Cornet, Dos d'Abramo e Cima Verde).

I 15 803 ettari di cui è composto il comune di Trento sono così suddivisi (in ordine di grandezza):

  • 50,62% di area ricoperta da boschi (7 999,21 ettari)
  • 20,09% di area agricola (3 174,12 ettari)
  • 7,70% di area residenziale (1 216,64 ettari)
  • 3,33% di area adibita a pascolo (525,84 ettari)
  • 3,23% di area improduttiva; perlopiù zona rocciosa e montagnosa (510,99 ettari)
  • 3,00% di area ricoperta da strade (474,33 ettari)
  • 2,63% per altri servizi (416,24 ettari)
  • 2,48% di area adibita a verde pubblico in aree residenziali (392,62 ettari)
  • 2,48% di area produttiva e industriale (391,56 ettari)
  • 2,02% di area ricoperta da fiumi, laghi e biotopi (320 ettari)
  • 0,89% di area ricoperta da ferrovia (140,43 ettari)
  • 0,70% di area estrattiva (111,40 ettari)
  • 0,61% di area sciabile (96,37 ettari)
  • 0,12% di area adibita a parcheggi (19,42 ettari)
  • 0,09% altro (13,82 ettari).

La città di Trento è attraversata da diversi corsi d'acqua: il fiume Adige, che la percorre da nord a sud, e il torrente Fersina, che l'attraversa da est a sud-ovest per poi confluire nell'Adige, sono i maggiori. Parallelo all'Adige, scorre il canale chiamato "Adigetto". A sud della città scorre un altro piccolo corso d'acqua permanente, proveniente dalla collina di Povo, il rio Salè, che confluisce nel Fersina poco prima che questo a sua volta confluisca nell'Adige; nonostante abbia argini adeguati e un ampio letto rispetto alla portata normale, alcune volte ha invaso, alluvionandola, la zona circostante, detta "Bolghera" o anche "Gocciadoro".

Sulla sponda orografica destra, si congiunge il rio che scende dalla ben visibile cascata di Sardagna.

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Trento.

A Trento sono ubicate sei stazioni meteorologiche.[8] Secondo la Stazione meteorologica di Trento, che si trova in zona collinare a circa 240 m s.l.m., i dati medi del trentennio 1961-1990 registrano una temperatura media del mese più freddo, gennaio, a +1,6 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +22,4 °C.

Il record di temperatura più bassa, mai registrata in città, risale all'inverno 1985 e fu di -16 C°.[9]

In fondovalle, dove è ubicata la città, a causa dell'inversione termica i valori minimi sono però sensibilmente più bassi[senza fonte] rispetto a quanto rilevato dalla stazione collinare (e riportato nella successiva tabella). Le medie minime di gennaio per la città di Trento si attestano a -3,6 °C con una media mensile di 0,5 °C. La media mensile di luglio, mese più caldo, è invece di +21,9 °C.[10]

In generale, il clima è continentale umido, (Köppen Cfa, Dfa) con quattro stagioni alquanto distinte. Le estati sono relativamente calde, talvolta afose, con massime sopra i 30° e con occasionali picchi di 35-37°, solitamente il periodo più caldo dell'anno si colloca tra la seconda metà di giugno e i primi giorni di agosto. Temperature prossime ai 40° si registrano eccezionalmente. Ciò nonostante, temporali relativamente frequenti mitigano spesso il clima con improvvisa frescura con calo termico anche di 10° in un'ora, mentre brezze talvolta soffiano lungo il fiume Adige oppure sulle colline circostanti la città. Le notti estive possono essere anch'esse calde, con minime anche intorno attorno ai 20-21°, ma picchi fino ai 23/24° durante le ondate di calore.

Dalla seconda metà di agosto ha inizio un generale raffreddamento, tuttavia il clima è di sovente molto gradevole in settembre, inizio della stagione autunnale, tendenzialmente piovosa con locali nebbie nei periodi di alta pressione. Il foliage (cambio di colore delle foglie sulle piante) inizia in quota nella prima metà di ottobre; in collina raggiunge il picco a fine mese, mentre in valle entro la prima decade di novembre. Di solito la prima gelata della stagione si verifica tra inizio e metà di tale mese, con possibili fiocchi già i primi di dicembre. Nevicate abbondanti in città si sono registrate comunque anche nell'ultima settimana di novembre come nelle stagioni 2005-2008-2010.[11]

L'inverno è moderatamente rigido con frequenti gelate, gli accumuli di neve sono molto variabili di anno in anno (nel 2019-2020 solo 3-5 centimetri, mentre tra il 28 dicembre 2020 e il 2 gennaio 2021 sono caduti 72 cm di neve in città). A dicembre il sole lambisce il centro storico solo per poche ore, dalle 9 alle 14 circa, a causa dell'ombra dei monti. Ciò accresce la sensazione di freddo e favorisce la formazione e ristagno di brina nei periodi soleggiati (infatti si tratta anche di un periodo relativamente più povero di precipitazioni).

A marzo inizia la fioritura di numerosi alberi da frutto e cespugli, sebbene geli ancora di frequente fino alla metà del mese, talvolta persino in aprile. In primavera il tempo è variabile a seconda dei fronti e delle perturbazioni, la transizione stagionale può essere decisamente repentina.

Com'è noto, in quota il tempo è più imprevedibile e incerto, più fresco nelle notti d'estate e molto nevoso d'inverno. Già a Villazzano, 150 metri più in alto del centro cittadino, la differenza termica può essere considerevole in estate con estati più miti, considerando che il centro città è affetto dal fenomeno dell'isola di calore urbana.

Le precipitazioni medie annue superano i 900 mm, distribuite mediamente in 88 giorni, con un picco nella tarda primavera e in estate, così come in autunno, mentre si registra un minimo relativo invernale.[12] La media nivometrica è di circa 55 cm[13]; Trento fu la città capoluogo di provincia più colpita dalla Nevicata del Secolo del 1985 con 145 cm di neve[14], un altro inverno nevosissimo fu il 1978 con ben 211 cm stagionali, valore notevole considerando che la città si trova soltanto a circa 200 m s.l.m.[15]

Trento Roncafort (194 m.s.l.m.)
(1976-2009)[10]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 5,89,214,718,223,026,429,028,724,218,010,86,17,018,628,017,717,8
T. media (°C) 0,53,18,111,516,119,521,921,517,411,95,10,91,511,921,011,511,5
T. min. media (°C) −3,6−1,72,86,210,514,016,015,611,87,10,6−3,0−2,86,515,26,56,4
Precipitazioni (mm) 47415980991011058992124101641522382953171 002
Trento Laste (312 m s.l.m.)
(1961-1990)[12]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 5,17,912,817,321,225,528,227,023,016,59,95,86,317,126,916,516,7
T. min. media (°C) −1,80,03,67,110,714,416,616,113,17,83,0−0,9−0,97,115,78,07,5
Precipitazioni (mm) 58457468106967694798310759162248266269945
Giorni di pioggia 558711108966851526272088
  • Classificazione climatica: zona E, 2567 GG. Considerato che il comune ha una porzione edificata di territorio molto più elevata rispetto alla quota della casa comunale (194 m) è stata attribuita la zona F (3001 GG) alla parte avente quota superiore a 431 metri[16].
  • Climate Alliance - Dal 1995 Trento aderisce alla rete Alleanza per il clima.[17]

Origini del nome

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Secondo la tradizione il toponimo Trento deriverebbe dal latino Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Doss Trent, Dosso Sant'Agata e Dosso di San Rocco) che circondano la città, tuttavia si tratta verosimilmente di una leggenda.[18]

Gli storici moderni ritengono invece che più verosimilmente un’origine retica,[19] legata al termine trent, con il significato di guado o attraversamento,[20] testimoniato anche dall’ubicazione del primo abitato cittadino, sviluppatasi lungo un’ansa del fiume Adige,[21] dove esso quindi scorreva più lentamente e rendendone l’attraversamento meno complesso.

Aquila bronzea con l'iscrizione

Nonostante non sia suffragata da fonti storiche, la paraetimologia tradizionale riscosse ampie fortune, al punto che sul vecchio municipio si legge ancora l'iscrizione latina Montes argentum mihi dant nomenque Tridentum («I monti mi danno l'argento e il nome di Trento»), coniata da Fra Bartolomeo da Trento († 1251; il termine argento è un riferimento all’attività mineraria sviluppatasi nel Medioevo sul monte Calisio, che sovrasta la città a nord-est).

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Trentino.

Dalle origini all'età romana

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Secondo alcune teorie, Trento (Tridentum) si sarebbe sviluppata su un precedente insediamento retico di fondovalle. È inoltre probabile la presenza di un antico castelliere retico sul Doss Trento, forse utilizzato anche dai Romani dopo la conquista, uno dei primi nuclei urbani della città[22]. È ragionevole ritenere che la Valle dell'Adige, in quanto via di comunicazione nord-sud di primaria importanza, abbia favorito frequenti scambi culturali con le altre popolazioni pre-Romane, come i Veneti, gli Etruschi e i Galli.

La conquista Romana del Trentino avvenne nel corso del I secolo a.C. Trento, sorta già prima della conquista come accampamento militare romano (Castrum), divenne municipium tra il 50 e il 40 a.C.[23]

In periodo augusteo, con l'Impero impegnato in una serie di operazioni militari nell'arco alpino, il ruolo strategico della città crebbe. Trento si sviluppò a partire da una pianta quadrangolare, delimitata da un lato dal fiume Adige, dagli altri tre lati da mura e fossati, con torri quadrangolari e porte per l'accesso; la principale, porta veronensis, era gemina, con due torri circolari ai lati. Le vie cittadine si svilupparono in maniera ordinata, parallelamente all'impianto del cardo e del decumano secondo i principi dell'urbanistica Romana.[24]

Tridentum era dotata di tutte le infrastrutture tipiche di un importante centro romano: erano presenti un foro, un anfiteatro, delle terme, un porto fluviale, un acquedotto proveniente dalle colline orientali per l'approvvigionamento idrico e una zona adibita alle sepolture all'esterno delle mura, oltre ad abitazioni (ville) e infrastrutture all'esterno della cinta muraria. Tridentum era inoltre un importante snodo viario, per la presenza nel suo territorio della Via Claudia Augusta (principale via militare verso il nord), nelle sue diramazioni della Claudia Augusta Padana e della via Claudia Augusta Altinate, che collegava la città con il Veneto passando per la Valsugana.

Nonostante la difficile situazione politica venutasi a creare con la decadenza dell'Impero, Trento rimase anche nel IV e nel V secolo il centro economico, commerciale e militare della regione.

Alto Medioevo

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Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Trentino § Età medievale.
Castello del Buonconsiglio
Loggia del Castello

Attorno alla metà del IV secolo venne istituita la cattedra vescovile, affidata al primo vescovo di cui si conosce solo il nome, Giovino (Iovinus). L'istituzione della diocesi tridentina rappresentò un passaggio importante, perché la figura del vescovo cercò sempre di garantire alla città sicurezza e unità, nonostante le continue incursioni straniere. Il terzo vescovo di Trento, successore di Giovino e Abbondanzio, fu un patrizio romano, Vigilio. Egli cercò di accelerare l'evangelizzazione del Trentino, di stabilire solidi legami con l'esterno in particolare con Ambrogio e la