Alcamo
| Alcamo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Libero consorzio comunale | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Domenico Surdi (M5S) dal 21-6-2016 (2º mandato dal 22-10-2021) |
| Territorio | |
| Coordinate | 37°58′N 12°58′E |
| Altitudine | 256 m s.l.m. |
| Superficie | 130,79 km² |
| Abitanti | 44 648[1] (31-5-2026) |
| Densità | 341,37 ab./km² |
| Frazioni | Alcamo Marina, Fico |
| Comuni confinanti | Balestrate (PA), Calatafimi Segesta, Camporeale (PA), Castellammare del Golfo, Partinico (PA) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 91011 |
| Prefisso | 0924 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 081001 |
| Cod. catastale | A176 |
| Targa | TP |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona C, 1 140 GG[3] |
| Nome abitanti | alcamesi[4] |
| Patrono | Maria Santissima dei Miracoli |
| Giorno festivo | 21 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Alcamo è un comune italiano di 44 648 abitanti[1] del libero consorzio comunale di Trapani, in Sicilia.
Sorge ai piedi del Monte Bonifato e fa parte dei comuni del Golfo di Castellammare.
Geografia fisica
Territorio
Alcamo sorge a 258 m s.l.m., in posizione dominante sul golfo di Castellammare, alle pendici del monte Bonifato, rilievo calcareo che raggiunge gli 825 m s.l.m. A partire da circa 500 m di altitudine, parte del monte è compresa nella riserva naturale Bosco di Alcamo, sulla cui sommità si trova il santuario di Maria Santissima dell'Alto.
Il territorio comunale si estende fino alla costa del golfo di Castellammare, dove sorge la frazione balneare di Alcamo Marina, caratterizzata da un'estesa spiaggia sabbiosa e frequentata soprattutto durante la stagione estiva.
Clima
Alcamo presenta un clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e asciutte e da inverni miti e maggiormente piovosi.[5]
La temperatura media annua è di circa 18 °C;[5] agosto è il mese mediamente più caldo, con una temperatura media di 25,8 °C, mentre febbraio è quello più freddo, con una media di 11,2 °C.[5]
Le precipitazioni medie annue ammontano a circa 558 mm e sono concentrate prevalentemente nei mesi autunnali e invernali. Luglio è il mese mediamente più secco, con circa 4 mm di precipitazioni, mentre dicembre è quello più piovoso, con circa 83 mm.[5]
| [5] | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 13,1 | 13,2 | 14,8 | 17,5 | 21,5 | 25,4 | 28,5 | 28,7 | 25,9 | 21,7 | 17,7 | 14,4 | 13,6 | 17,9 | 27,5 | 21,8 | 20,2 |
| T. min. media (°C) | 7,7 | 7,5 | 8,6 | 10,4 | 13,8 | 17,5 | 20,5 | 21,0 | 18,9 | 15,5 | 12,0 | 9,2 | 8,1 | 10,9 | 19,7 | 15,5 | 13,6 |
| Precipitazioni (mm) | 72 | 60 | 52 | 48 | 21 | 9 | 4 | 14 | 37 | 78 | 80 | 83 | 215 | 121 | 27 | 195 | 558 |
- Un tratto di Alcamo Marina durante il periodo estivo
- Campagna nei dintorni di Alcamo durante il periodo primaverile
- Veduta dalla cima del Monte Bonifato delle campagne attorno al territorio alcamese
- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta),[6] Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi n. 3274 del 20 marzo 2003;
- Classificazione climatica: zona C, 1140 GR/G;[7]
- Classificazione dei climi di Köppen: CSa;[5]
- Diffusività atmosferica: bassa, Ibimet CNR 2002.
Origini del nome
L'etimologia del toponimo «Alcamo» è incerta e nel tempo sono state formulate diverse ipotesi.
Secondo una prima interpretazione, il nome avrebbe origine dall'arabo al-qamah, al quale è stato attribuito il significato di «terra fangosa» o «terra fertile».[8]
Una diversa tradizione riconduce invece il toponimo al nome di un condottiero musulmano, indicato come al-Qāmūq (in arabo القاموق?), al quale viene attribuita la fondazione dell'abitato nell'828. La notizia è stata tuttavia ricondotta a Leone l'Africano e la sua attendibilità è stata messa in dubbio per la mancanza di riscontri documentari.[9]
È stata inoltre proposta una derivazione dal termine siciliano caccamu, nome attribuito alla Citrullus colocynthis.[8]
Un'ulteriore ipotesi identifica il toponimo con quello dell'antica Camico, città leggendariamente associata a Cocalo, re dei Sicani. Secondo tale interpretazione, Camico sarebbe sorta sul monte Bonifato, dove sono documentate testimonianze di antichi insediamenti; il nome arabo del luogo, manzil al-Qamah, attestato nella tradizione geografica medievale, sarebbe pertanto interpretabile come un adattamento del precedente toponimo e riferibile al «casale di Camico». Tale identificazione rimane tuttavia ipotetica.[10]
Storia
Preistoria e antichità
Il territorio di Alcamo risulta frequentato fin dalla preistoria. In contrada Mulinello sono stati rinvenuti reperti attribuiti al Mesolitico, databili approssimativamente tra il IX e il VI millennio a.C.[11]
Ulteriori testimonianze archeologiche furono individuate nell'area del Fiume Freddo durante le ricerche condotte da Paolo Orsi nel 1899 e da Antonio De Gregorio nel 1917. I ritrovamenti comprendono materiali attribuiti al Neolitico, tra cui un'ascia successivamente conservata presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.[12][11]
Sul monte Bonifato sono inoltre documentate testimonianze di un insediamento antico, frequentato in diverse fasi tra l'età arcaica e il Medioevo.

L'identificazione dell'insediamento con la città di Longuro (Λόγγουρος), ricordata nel verso 868 dell'Alessandra di Licofrone, è stata proposta dalla storiografia locale ma non può essere considerata definitivamente accertata.[13] Alla tradizione erudita appartiene anche il racconto secondo cui Longuro sarebbe stata fondata da profughi greci scampati alla distruzione di Troia.[14]
È stata inoltre proposta una relazione tra Longuro e la stazione di Longaricum, ricordata nell'Itinerario antonino. Anche l'esatta localizzazione di quest'ultima rimane tuttavia oggetto di interpretazioni storiografiche.[13]
Età islamica e normanna
La formazione dell'abitato dal quale ebbe origine l'odierna Alcamo è generalmente ricondotta al periodo della Sicilia islamica. La prima attestazione documentaria sicura risale al 1154, quando il geografo al-Idrisi, nella Tabula Rogeriana, menzionò Alqamah come un manzil, ossia un casale o luogo di sosta, caratterizzato dalla fertilità del territorio e dalla presenza di un mercato, situandolo in relazione al castello di Calatubo.[15]
Una successiva testimonianza è fornita dal viaggiatore andaluso Ibn Jubayr, che nel 1185, durante il viaggio tra Palermo e Trapani, si fermò ad Alcamo. Egli descrisse l'abitato come una balda, dotata di mercato e moschee e abitata prevalentemente da musulmani.[15]
Tra il XII e il XIII secolo il territorio passò sotto il dominio normanno e successivamente svevo. Durante il regno di Federico II di Svevia, le rivolte delle comunità musulmane siciliane portarono alla repressione degli insediamenti islamici dell'isola occidentale e alla deportazione di parte della popolazione verso l'Italia continentale, soprattutto a Lucera.[16]
Basso Medioevo
Nel corso del XIII e del XIV secolo Alcamo passò alternativamente sotto il controllo del demanio regio e di diverse famiglie feudali. Tra il 1334 e il 1340 risultò appartenere al demanio.[6]
Nel 1340 Pietro II di Sicilia concesse la baronia di Alcamo all'ammiraglio Raimondo Peralta, insieme ai castelli di Bonifato e Calatubo.[17][18] Alla morte di Raimondo, nel 1348, gli succedette il figlio Guglielmo Peralta Sclafani, detto Guglielmone, morto nello stesso anno.[18]
Il possesso passò successivamente ai Chiaramonte, ai quali è tradizionalmente attribuita la costruzione del castello dei Conti di Modica. Nel 1360 la signoria fu assegnata a Francesco II Ventimiglia, conte di Geraci.[6]
Durante il dominio dei Ventimiglia si verificò il progressivo trasferimento nell'abitato di Alcamo di parte della popolazione precedentemente stanziata sul monte Bonifato. Il centro si sviluppò soprattutto verso nord-est, in prossimità del castello, e venne progressivamente dotato di una cinta muraria.[19]
Nel 1378, dopo una fase di decadenza e spopolamento, la città fu ripopolata anche mediante l'arrivo di nuovi habitatores provenienti da altre località. Alla fine del XIV secolo Alcamo aveva assunto la condizione di terra, superando quella precedente di semplice casale, e accolse immigrati provenienti da diverse aree della Sicilia, della penisola italiana e della penisola iberica.[19]
Tra il 1398 e il 1407 tornò al demanio regio. Nel 1407 la signoria di Alcamo e Calatafimi fu concessa a Giaimo de Prades e passò successivamente ai Cabrera, conti di Modica, sotto i quali rimase per gran parte del XV secolo.[6]
Nel Quattrocento il centro acquisì un ruolo significativo nel commercio agricolo e nelle attività artigianali. Particolarmente importanti erano il commercio di frumento e vino e le attività di conciatori, fabbri, panettieri e tessitori.[20] Nello stesso periodo è documentata anche un'attività scrittoria locale, alla quale vengono associati Giacomo Adragna e Pietro d'Alcamo.[21]
La tradizione locale collega inoltre ad Alcamo un soggiorno giovanile di Antonello da Messina, che vi avrebbe appreso l'arte della lavorazione delle pelli presso il conciatore Guglielmo Adragna; la notizia necessita tuttavia di essere valutata alla luce della documentazione biografica sull'artista.
Età moderna
Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo Alcamo consolidò la propria struttura urbana. Il centro era protetto da una cinta muraria, comunicante con l'esterno attraverso diverse porte, tra cui Porta Palermo, Porta Corleone, Porta di Gesù e Porta Trapani.[22]
Nel 1535 Carlo V, di ritorno dalla spedizione di Tunisi, attraversò Alcamo. In relazione alla riorganizzazione urbana di quel periodo furono modificate alcune delle porte cittadine e l'attuale corso VI Aprile assunse la denominazione di Corso Imperiale.[22]
La città risultava articolata nei quartieri di San Giacomo de Spada, San Calogero, San Francesco d'Assisi, detto anche Terra nuova, e della Maggiore Chiesa. I principali assi viari erano costituiti dall'odierno corso VI Aprile e dall'asse formato dalle attuali via Rossotti e via dei Baroni Emanuele di San Giuseppe.[23]
Nel corso del XVI secolo Alcamo rientrò nei vasti domini siciliani della famiglia Enríquez de Cabrera, titolare della contea di Modica.[6]
Una comunità ebraica era presente ad Alcamo già nel tardo Medioevo e disponeva di una propria sinagoga. Come le altre comunità ebraiche della Sicilia, fu costretta ad abbandonare il Regno in seguito all'editto di espulsione del 1492 emanato dai sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia. I beni degli espulsi furono sottoposti alle disposizioni della Corona.[6]
Il XVI secolo fu caratterizzato anche da una crescente attività culturale. Tra le personalità locali si distinse il poeta ed erudito Sebastiano Bagolino (1562-1604).[21]
Secondo la tradizione religiosa locale, nel 1547 fu rinvenuta un'immagine mariana successivamente venerata con il titolo di Maria Santissima dei Miracoli, divenuta patrona della città.[24]

Tra il 1574 e il 1575 Alcamo fu colpita da un'epidemia di peste, che provocò numerose vittime; i morti furono in parte sepolti nell'area di Sant'Ippolito.[25]
Nel 1618 la signoria passò a Pietro Balsamo. Nel 1631 Alcamo ottenne il titolo di città.[17][25]
Nel Seicento e nel Settecento il centro conobbe un significativo sviluppo architettonico e artistico. La chiesa madre di Santa Maria Assunta fu ricostruita a partire dal 1699 su progetto attribuito ad Angelo Italia e Giuseppe Diamante; nel XVIII secolo l'interno fu decorato con un vasto ciclo pittorico di Guglielmo Borremans, eseguito tra il 1736 e il 1737.[17]
Allo stesso periodo appartengono la ricostruzione della chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo, la sistemazione della chiesa di Sant'Oliva, il completamento della chiesa di San Francesco di Paola e, nel 1767, della chiesa del Collegio.[25][26]

Nel XVIII secolo i diritti feudali sulla città passarono attraverso diverse successioni, dagli Enríquez al regio fisco e successivamente ai De Silva.[6]
Alla fine del secolo Alcamo aveva superato le conseguenze delle precedenti crisi demografiche e nel 1798 contava circa 13 000 abitanti.[25]
Tra il 1789 e il 1792 l'abate Giuseppe Vella pubblicò, con il sostegno di Alfonso Airoldi, il cosiddetto Codice diplomatico di Sicilia sotto il governo degli Arabi, nel quale venivano presentati come autentici numerosi documenti relativi alla Sicilia islamica.[27] L'opera conteneva anche una ricostruzione fantastica delle origini di Alcamo e del monte Bonifato. Successivamente fu dimostrato che i documenti erano falsificazioni elaborate dallo stesso Vella, che venne processato e condannato.[28]
Età contemporanea
Dalla fine della feudalità all'Unità d'Italia
Con la Costituzione siciliana del 1812 venne decretata l'abolizione del sistema feudale nell'isola; la definitiva riorganizzazione amministrativa del Regno delle Due Sicilie fu attuata con la legislazione del 1816. Alcamo cessò quindi di essere un centro sottoposto alla giurisdizione feudale ed entrò nel nuovo ordinamento amministrativo del Regno.[17]
Durante i moti del 1820 la città fu interessata da disordini, durante i quali si verificarono saccheggi, l'apertura delle carceri e l'incendio di parte degli archivi comunali.[29]
Nel corso del XIX secolo Alcamo fu interessata anche dalle epidemie di colera che colpirono la Sicilia. Nel 1843 ebbe inizio la costruzione dell'attuale palazzo comunale su un terreno appartenuto al barone Felice Pastore.
La città prese parte ai principali avvenimenti politici del Risorgimento. Alcuni esponenti delle famiglie locali, tra cui i fratelli Stefano e Giuseppe Triolo, baroni di Sant'Anna, sostennero il movimento antiborbonico e nel 1860 organizzarono gruppi di volontari che si unirono alle forze di Giuseppe Garibaldi.[17]
Il 6 aprile 1860, in concomitanza con l'insurrezione siciliana, ad Alcamo fu innalzato il tricolore e furono organizzate squadre di volontari che successivamente parteciparono agli avvenimenti della spedizione dei Mille.[29] Da tale episodio deriva l'attuale denominazione di corso VI Aprile.[30]
Dopo l'annessione della Sicilia, Alcamo entrò a far parte del Regno d'Italia.
Dall'Unità d'Italia alla seconda guerra mondiale
Negli ultimi decenni del XIX secolo il centro fu interessato da un progressivo ammodernamento dei servizi urbani. Nel 1897, in occasione dei festeggiamenti per la Madonna dei Miracoli, fu inaugurato il servizio di illuminazione pubblica.[6]
Tra le personalità attive in campo sociale figurò il sacerdote Giuseppe Rizzo, fondatore nel 1886 dell'oratorio educativo San Francesco di Sales e, nel 1902, di una cassa rurale destinata a divenire un'importante istituzione creditizia locale.[31][32]
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento Alcamo fu interessata dalla crisi dell'agricoltura, anche a causa della diffusione della fillossera, e da un significativo fenomeno emigratorio. Nello stesso periodo fallirono alcuni istituti di credito locali, tra cui la Cooperativa e la Segestana.[33]
Sono inoltre documentati in questi anni diversi episodi di criminalità mafiosa. L'azione repressiva dello Stato interessò anche il territorio alcamese e trapanese, con indagini e arresti rivolti contro esponenti delle organizzazioni locali.[34]
Durante la prima guerra mondiale numerosi alcamesi furono mobilitati e circa quattrocento morirono durante il conflitto.[29] Nel 1918 la città fu inoltre colpita dall'influenza spagnola, alla quale furono attribuite circa cinquecento vittime.[29]

Negli anni venti e trenta furono realizzate diverse infrastrutture, tra cui l'acquedotto Alcamo-Castellammare, la stazione ferroviaria di Alcamo Diramazione, il serbatoio comunale alle pendici del monte Bonifato, il dispensario antitubercolare e nuovi edifici pubblici.
Nel settore energetico operò la Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES), che mantenne ad Alcamo un'officina nel quartiere Sant'Agostino.[35]

Nel 1930 fu avanzata la proposta di elevare Alcamo a capoluogo di provincia, senza esito.[29]
Il 19 agosto 1937 Benito Mussolini visitò Alcamo durante un viaggio ufficiale in Sicilia, in occasione delle nuove infrastrutture ferroviarie dell'area trapanese.[36] Nello stesso periodo la città fu visitata anche dal principe ereditario Umberto di Savoia.[36]
Durante la seconda guerra mondiale, il 21 luglio 1943 le truppe statunitensi entrarono in città nel corso della campagna di Sicilia.[29] I militari alcamesi morti o dispersi durante il conflitto furono 213.[29]
Il 18 dicembre 1944, nel difficile contesto sociale ed economico del dopoguerra siciliano, una protesta popolare portò all'occupazione del municipio e all'incendio di parte degli archivi comunali.[29]
Dal secondo dopoguerra al XXI secolo
A partire dagli anni 1960 Alcamo conobbe una significativa espansione urbanistica verso le pendici del monte Bonifato. In tale fase fu realizzato, tra gli altri, viale Europa, divenuto uno dei principali assi della città contemporanea.
L'officina della SGES rimase attiva fino alla nazionalizzazione del settore elettrico e al passaggio degli impianti all'Enel nei primi anni sessanta.[35]
Tra gli anni 1980 e gli anni 1990 il territorio alcamese fu interessato dallo scontro interno a Cosa nostra tra gruppi mafiosi locali e le organizzazioni legate ai Corleonesi. Le violenze provocarono numerosi omicidi e casi di lupara bianca. Nel 1985, in contrada Virgini, le forze dell'ordine individuarono inoltre un'importante raffineria clandestina di eroina.[37]
Negli ultimi decenni del XX secolo e nei primi del XXI furono avviati diversi interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio urbano. Tra questi rientrano la sistemazione di Piazza Ciullo, realizzata su progetto di Gae Aulenti nel 1996,[38] e gli interventi sul castello dei Conti di Modica, sul Teatro Cielo d'Alcamo, sull'ex collegio dei Gesuiti e su diversi edifici religiosi.

Nel 2013 furono avviati interventi di recupero della Cuba delle Rose,[39] mentre nel 2014 interessarono la chiesa del Collegio e la Badia Nuova.[40]
Sono state inoltre promosse iniziative per il recupero del Castello di Calatubo, anche attraverso attività di associazioni locali e campagne di valorizzazione del patrimonio.[41]
Nel campo ambientale il comune ha aderito a programmi per l'incremento della raccolta differenziata, raggiungendo nei primi anni 2010 percentuali superiori al 50%.[42]
Simboli
- Stemma
Lo stemma civico di Alcamo è costituito da un'aquila nera coronata d'oro, posta in campo d'argento sopra un monte centrale affiancato da due rilievi minori sormontati da querce d'oro.[43]
Secondo la tradizione araldica locale, l'aquila sarebbe stata adottata in età sveva, in relazione all'emblematica imperiale di Federico II di Svevia, mentre le due querce rappresenterebbero due antichi insediamenti presenti nel territorio alcamese, uno sul monte Bonifato e l'altro nell'area dell'attuale centro abitato.[44]
Lo stemma fu ufficialmente riconosciuto con decreto del Capo del Governo Benito Mussolini del 7 luglio 1932.[45] La relativa blasonatura è:
Una raffigurazione settecentesca dello stemma è conservata su un muro laterale della chiesa di San Francesco d'Assisi, nei pressi dell'antica Porta Palermo.[46]

Ulteriori raffigurazioni dello stemma sono presenti sulla chiesa madre, sulla facciata del santuario della Madonna dei Miracoli, sul Castello dei Conti di Modica e nel palazzo comunale; esse presentano alcune varianti nella foggia della corona e nella posizione delle ali dell'aquila.[44]
- Gonfalone
Il gonfalone è un drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico, con l'iscrizione centrata in oro Città di Alcamo. Fu concesso con decreto del presidente della Repubblica Francesco Cossiga del 19 dicembre 1988.[45]
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose



Tra i principali edifici religiosi di Alcamo figurano:
- basilica di Santa Maria Assunta, chiesa madre della città. Un primo edificio di culto sorse nel XIV secolo; la chiesa fu successivamente ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo, mentre l'attuale facciata risale al 1786.[47] L'interno è decorato da affreschi di Guglielmo Borremans e conserva opere attribuite ad Antonello Gagini, tra cui la Madonna con i santi Filippo e Giacomo, il Crocifisso e il Transito della Vergine.[17] Dal 2010 parte degli ambienti ospita il Museo d'arte sacra.
- santuario di Maria Santissima dei Miracoli, edificato a partire dal 1547 in seguito al ritrovamento dell'immagine mariana successivamente venerata come patrona della città.[48]
- Santuario di Maria Santissima dell'Alto, posto sulla sommità del monte Bonifato, nell'area dell'antico castello dei Ventimiglia. L'edificio attuale deriva da ricostruzioni del XX secolo; sull'altare si trova una statua della Madonna dell'Alto realizzata da Giuseppe Ospedale nel 1933.[49]
- Santuario di Maria Santissima del Fiume, situato lungo la SS 113, nei pressi dello svincolo di Alcamo Ovest dell'A29, costruito nei primi decenni del XX secolo.
- chiesa di Santa Maria della Stella, documentata come prima chiesa madre di Alcamo dal 1313.[50] Nell'edificio era conservata la cosiddetta Madonna del Miele, successivamente trasferita nella chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo.[51]
- chiesa di San Tommaso, probabilmente risalente alla prima metà del XV secolo, caratterizzata da un portale in stile gotico-catalano.[52]
- chiesa di Santa Maria di Gesù, fondata nel XV secolo e ampliata nel 1762. Conserva le spoglie del beato Arcangelo Piacentini e opere attribuite a Pietro Ruzzolone e Bartolomeo Berrettaro.
- chiesa del Santissimo Salvatore, di origine medievale, ricostruita nel XVI secolo e nuovamente tra il 1690 e il 1697; conserva opere attribuite a Pietro Novelli.[53]
- chiesa di Sant'Oliva, fondata nel XVI secolo e ricostruita nel 1724. Conserva opere di Pietro Novelli e della famiglia Gagini, tra cui la statua marmorea di Sant'Oliva del 1511.[17]
- chiesa del Santissimo Crocifisso, detta anche di San Francesco di Paola, fondata nel XVI secolo.
- chiesa dell'Annunziata, di origine medievale e successivamente riedificata; dopo il crollo del 1866 ne rimangono parti dell'impianto e delle cappelle in stile gotico-catalano.[54]
- chiesa di San Francesco d'Assisi, originariamente fondata nel XIII secolo e ricostruita tra il 1608 e il 1648. Conserva opere attribuite a Domenico Gagini e Antonello Gagini.[55]
- Chiesa dei Santi Paolo e Bartolomeo, edificata nel XVII secolo e caratterizzata da forme barocche; conserva la Madonna del Miele, oltre a opere di Narciso Guidone e Giuseppe Felice.
- chiesa dei Santi Cosma e Damiano, detta anche di Santa Chiara, ricostruita tra il 1721 e il 1725 e decorata con opere di Giacomo Serpotta.[56]
- Badia Nuova, originariamente fondata nel XVI secolo e ricostruita nel XVIII; conserva opere di Pietro Novelli e decorazioni di Giacomo Serpotta.[17]
- chiesa del Gesù, edificata tra il 1684 e il 1767, con facciata barocca prospiciente piazza Ciullo.[57]
- chiesa di San Pietro Apostolo, documentata dal XIV secolo e ricostruita più volte tra XVII e XVIII secolo; fu danneggiata dal terremoto del Belice del 1968.
- chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata nel 1619 e ampliata tra il 1626 e il 1636.
- chiesa di Sant'Anna, edificata tra il 1630 e il 1634.
- Chiesa del santo Angelo Custode, detta anche delle Riparate, del XVII secolo.
- chiesa di Santa Maria della Catena, del 1661, con un dipinto della titolare realizzato da Giuseppe Renda nel 1799.[58]
- chiesa della Santissima Trinità, edificata tra il 1746 e il 1757.
- chiesa di Santa Maria del Rosario, fondata nel XVII secolo e ricostruita nel 1761; conserva un ciclo di quindici tele dedicate ai misteri del Rosario e un dipinto di Vito Carrera del 1603.[59]
- chiesa delle Anime Sante, fondata nel 1813 e ricostruita nel 1958.[60]
- chiesa di San Giuseppe Lavoratore, edificata nel 1947.[61]
- chiesa del Sacro Cuore, edificata nel 1967.[62]
- chiesa di Gesù Cristo Redentore, inaugurata nel 2006 nel quartiere di Sant'Anna; presenta una struttura a tre navate con copertura in legno lamellare.[63]
Tra gli edifici religiosi non più destinati al culto figurano l'ex Chiesa di San Giacomo de Spada, documentata prima del 1379 e oggi sede di istituzioni culturali comunali;[64] l'ex chiesa di Santa Maria del Soccorso, l'ex chiesa di San Nicolò di Bari, l'ex Chiesa di Santa Caterina del Monte di Pietà e l'ex chiesa dell'Ecce Homo.
Chiese scomparse

Tra gli edifici religiosi non più esistenti sono documentate le chiese di San Calogero, Sant'Antonio Abate, San Michele Arcangelo, Santa Maria dell'Itria, Sant'Ippolito, San Leonardo, Sant'Agata, Santa Lucia, Santa Rosalia, San Nicolò del Vàusu e San Giuliano, oltre alla chiesa della Congregazione segreta del Santissimo Crocifisso.[65]
In piazza Ciullo sorgevano inoltre l'ex chiesa di Santa Maria dello Stellario e la chiesa di Santa Maria della Grazia, entrambe demolite nel XX secolo per la costruzione di una sede bancaria.
Architetture civili


Tra gli edifici civili di maggiore interesse storico e architettonico figurano:
- palazzo comunale, in piazza Ciullo, costruito in stile neoclassico a partire dal 1843 e completato attraverso successive fasi di intervento.[66]
- Ex Loggia Comunale, edificata nel XVI secolo e utilizzata come sede della loggia cittadina dal 1525 al 1767.
- Palazzo De Ballis, caratterizzato da una torre quadrata merlata di origine tardoquattrocentesca o cinquecentesca, con aperture bifore e trifore.[66]
- Palazzo De Stefani, edificio ottocentesco successivamente caratterizzato da elementi in stile Liberty.
- Palazzo Di Gregorio, edificio storico successivamente rimaneggiato, restaurato nel 1994.[66]
- Palazzo Fraccia, residenza barocca del XVIII secolo fatta costruire dal barone Agostino Fraccia.[66]
- Palazzo Guarrasi, risalente al XVII secolo.
- Palazzo Mistretta-Galati, caratterizzato da elementi liberty.
- Palazzo Palmerini, edificio storico con torre quadrata e decorazioni di gusto goticheggiante.[67]
- Palazzo Pastore, residenza neoclassica della fine del XVIII secolo.[66]
- Palazzo Patti, del XVIII secolo.
- Palazzo Peria, costruito nel XVIII secolo e utilizzato nel 1806 come sede dell'amministrazione comunale.[66]
- Pia Opera Pastore, edificio progettato da Giovan Battista Palazzotto e realizzato nel 1872.
- Palazzo Rocca, costruito nel 1629.
- Palazzo Rossotti-Chiarelli, residenza settecentesca di gusto barocco.
- Palazzo Speciale, della fine del XVIII secolo.
- Palazzo Triolo, residenza settecentesca dei baroni di Sant'Anna.
- Palazzo Velez, costruito tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo.
- Villa Luisa, costruita nel 1903 su progetto di Francesco Naselli, con elementi liberty e neo-moreschi.[66]
- Casa di Ciullo d'Alcamo, edificio tradizionalmente associato al poeta Cielo d'Alcamo.
- Palazzo Aversa, Palazzo D'Angelo, Palazzo Diana o Termine, Palazzo Ferrando-Mistretta, Palazzo Ferrara, Palazzo Morfino, Palazzo Polizzi, Palazzo Quattrocchi e Palazzo Virgilio, testimonianze dell'edilizia residenziale storica cittadina.
L'ex collegio dei Gesuiti, edificato a partire dalla metà del XVII secolo e ampliato nel XVIII, prospetta su piazza Ciullo e ospita oggi istituzioni culturali comunali, tra cui la biblioteca civica Sebastiano Bagolino e spazi espositivi.[68]
Architetture militari

- Castello dei Conti di Modica, edificato nel corso del XIV secolo e successivamente ampliato. Presenta una pianta romboidale con quattro torri angolari, due circolari e due quadrangolari. Nel 1535 vi soggiornò Carlo V durante il viaggio di ritorno dalla spedizione di Tunisi. Dopo la fine del sistema feudale ebbe diversi usi pubblici e fu adibito anche a carcere.
- castello dei Ventimiglia, situato sulla sommità del monte Bonifato. Del complesso fortificato medievale rimangono porzioni delle mura, la torre principale e ambienti sotterranei.[69]
- Castello di Calatubo, fortificazione medievale situata nella parte orientale del territorio comunale. Nell'area circostante sono documentati anche i resti dell'antico abitato di Calatubo e di una necropoli.[70]
- Torre Calandrino, antica torre situata nel centro storico e successivamente utilizzata come campanile. La sua esatta cronologia originaria non è definita con certezza.
Siti archeologici

Nel territorio comunale sono presenti diversi siti di interesse archeologico e paleontologico:
- il sito archeologico del monte Bonifato, con resti dell'antico insediamento, strutture murarie, Porta Regina, la cosiddetta Funtanazza e i resti del castello medievale;
- l'area archeologica di Calatubo, con il castello, la necropoli e le testimonianze dell'antico abitato;[70]
- la Cuba delle Rose, cisterna storica situata nei pressi di Calatubo;
- le fornaci romane di Alcamo Marina, utilizzate per la produzione di laterizi;
- il sito preistorico di contrada Mulinello, nel quale sono stati rinvenuti reperti attribuiti al Mesolitico;[11]
- l'area del Fiume Freddo, che ha restituito materiali del Neolitico;[12]
- il Geosito Travertino della Cava Cappuccini, deposito pleistocenico nel quale sono stati rinvenuti resti fossili di vertebrati, tra cui tartarughe e forme insulari di elefante nano.[71]
Aree naturali


Tra le principali aree di interesse naturalistico si trovano la Riserva naturale Bosco di Alcamo, sul monte Bonifato, il litorale sabbioso di Alcamo Marina e il parco suburbano San Francesco.
Nel settore occidentale del territorio si trovano inoltre manifestazioni idrotermali connesse al sistema delle Terme Segestane. Le acque, caratterizzate da temperature elevate, emergono nell'area prossima al confine con Castellammare del Golfo.[72] La presenza delle sorgenti termali era già nota nell'antichità ed entrò anche nella tradizione mitologica relativa al passaggio di Eracle nella Sicilia occidentale.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti[73]

Etnie e minoranze straniere
Al 1º gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti ad Alcamo erano 2 841, pari al 6,4% della popolazione residente. Le comunità straniere più numerose erano quelle provenienti da Romania, Marocco e Tunisia.[74]
Le principali nazionalità rappresentate erano:
Tradizioni e folclore
Tra le principali tradizioni religiose cittadine figurano le celebrazioni della Settimana santa, durante la quale il Venerdì santo si svolge la processione dell'urna del Cristo morto e del simulacro dell'Addolorata.[72]
Il 19 marzo si celebra san Giuseppe, con funzioni religiose e processioni. Al santo è dedicata anche la Festa del Patrocinio di Alcamo, celebrata tradizionalmente nelle settimane successive alla Pasqua e caratterizzata da manifestazioni religiose e dalla rappresentazione della Sacra Famiglia.
Nel mese di maggio è tradizionale il pellegrinaggio dei fedeli al santuario di Maria Santissima dei Miracoli.[72]
La principale ricorrenza religiosa cittadina è la festa di Maria Santissima dei Miracoli, patrona di Alcamo, celebrata dal 19 al 21 giugno. I festeggiamenti comprendono la processione del simulacro della Madonna e altre manifestazioni religiose e civili.
Cultura

Tra le personalità tradizionalmente legate alla città figura il poeta Cielo d'Alcamo, noto anche come Ciullo d'Alcamo, autore del contrasto Rosa fresca aulentissima, uno dei testi più noti della Scuola siciliana.[30] Al poeta sono intitolati, tra gli altri, il teatro comunale e il liceo classico cittadino.
Tra gli altri autori e studiosi originari o legati ad Alcamo si ricordano Sebastiano Bagolino, Agostino Pantò, Nino Navarra, Gaspare Cannone, Vito Fazio Allmayer, Giuseppe Cottone, Nicolò Mineo, Ignazio De Blasi, Pietro Maria Rocca, Francesco Maria Mirabella, Tommaso Papa, Carlo Cataldo e Vincenzo Regina.
Il patrimonio artistico cittadino conserva inoltre opere di autori quali Guglielmo Borremans, Pietro Novelli, Antonello Gagini, Giacomo Serpotta e Giuseppe Renda.
Istruzione
Nel territorio comunale sono presenti diversi istituti di istruzione secondaria superiore, tra cui il liceo classico «Cielo d'Alcamo», il liceo scientifico «G. Ferro», l'Istituto di istruzione superiore «P. Mattarella-D. Dolci», l'Istituto tecnico economico e tecnologico «G. Caruso» e il liceo «Vito Fazio Allmayer».
Biblioteche
La principale biblioteca pubblica cittadina è la Biblioteca civica «Sebastiano Bagolino», ospitata nell'ex collegio dei Gesuiti in piazza Ciullo.
Musei

- Museo d'arte contemporanea di Alcamo, ospitato negli spazi dell'ex collegio dei Gesuiti;
- Museo degli strumenti musicali multietnici "Fausto Cannone", allestito nell'ex chiesa di San Giacomo de Spada e costituito da una raccolta di oltre duecento strumenti provenienti da diverse aree del mondo;
- Museo d'arte sacra, presso la basilica di Santa Maria Assunta, con opere pittoriche, scultoree e di oreficeria provenienti dalle chiese cittadine e databili tra il XIII e il XX secolo.[75]

Nel centro cittadino si trova inoltre il Monumento a Cielo d'Alcamo, opera dello scultore Mariano Cassarà, ispirata al contrasto Rosa fresca aulentissima.
Media
Stampa
Tra i periodici locali storicamente pubblicati ad Alcamo figura Il Bonifato.[76] Nei primi anni del XX secolo il sacerdote Giuseppe Rizzo fondò inoltre il periodico Il Granellino.
Radio
Dal 1976 opera nel territorio comunale Radio Alcamo Centrale.[77]
Televisione
Tra le emittenti televisive locali attive nel territorio alcamese figurano Alpa Uno e Videosicilia. In precedenza operarono anche Radio Tele Alcamo e Retesei.
Teatro

Il principale spazio teatrale cittadino è il Teatro Comunale "Cielo d'Alcamo", situato nei pressi del castello dei Conti di Modica.
Ad Alcamo è documentata anche la tradizione dell'opera dei pupi, legata in particolare all'attività del puparo Gaspare Canino. La tradizione è stata successivamente proseguita da Salvatore Oliveri, suo nipote.
Musica
Tra le istituzioni musicali storiche della città figura il Premiato Complesso Bandistico «Città di Alcamo», fondato nel 1880.[78] Nel 1892, sotto la direzione di Raffaele Caravaglios, la formazione ottenne un diploma d'onore e una medaglia d'oro in un concorso bandistico siciliano.[78]
Dal 1986 opera inoltre l'Associazione Amici della Musica, attiva nell'organizzazione di concerti, concorsi e manifestazioni musicali.[79]
Tra i musicisti originari o legati ad Alcamo figurano il tenore Stefano La Colla, il pianista Domenico Picciché e il duo folk Calandra & Calandra.
Cucina

La cucina alcamese rientra nella tradizione gastronomica della Sicilia occidentale. Tra le preparazioni locali sono ricordate:[80]
- maccheroni fatti a mano;
- pasta con finocchietto e sarde;
- salsiccia con cavuliceddi;
- pomodori secchi ripieni;[81]
- cuddureddi;
- sciù;
- risu a tianu;
- muffuletta;
- minna di virgini.
Geografia antropica
Urbanistica
Il nucleo più antico di Alcamo si sviluppò nei quartieri di San Vito e Lavinaru.[6]
Con l'espansione del centro medievale, l'abitato si estese verso i quartieri della Chiesa Madre, dove si concentravano anche attività di mercato, di San Calogero, San Giacomo e San Francesco. Nell'area di San Giacomo venne edificato il castello dei Conti di Modica.[6]
Tra il XVI e il XVII secolo l'espansione urbana interessò progressivamente i quartieri di San Giuliano, San Domenico, San Paolo, Sant'Oliva, Santissima Trinità, Santa Maria di Gesù e Belluvirdi.[6] Nel XIX secolo la crescita del centro proseguì soprattutto verso le aree del Santissimo Crocifisso, di San Paolo e di Sant'Agostino.[6]
Il principale asse storico della città è il Corso VI Aprile, tradizionalmente indicato nel parlato locale come cassaru. Attraversa il centro storico lungo la direttrice est-ovest, collegando l'area dell'antica Porta Palermo con piazza VI Novembre, dove sorge la basilica di Santa Maria Assunta, piazza Ciullo e l'area dell'antica Porta Trapani.

Piazza Ciullo, anticamente denominata piano Sant'Oliva, assunse l'attuale denominazione nel 1875.[82] È uno dei principali spazi pubblici del centro storico e vi prospettano la chiesa del Gesù, la chiesa di Sant'Oliva e il palazzo comunale. Nel sistema odonimico popolare alcamese viene tradizionalmente identificata semplicemente come «la piazza».[83]
Un altro spazio urbano di rilievo è piazza della Repubblica, già piazza Umberto I, posta a sud del castello dei Conti di Modica. L'area fu utilizzata in origine come piazza d'armi e perse tale funzione nel corso del XIX secolo; tra il 1922 e il 1936 fu adibita a campo sportivo, mentre nel 1962 vi fu realizzata l'autostazione cittadina.[6]

Tra gli altri spazi pubblici principali figura piazza Bagolino, sistemata nei primi anni del XX secolo e successivamente delimitata dal bastione realizzato nel 1930, completato nel 1950 con una balaustra in travertino.[44]
Piazza Pittore Renda, realizzata nei primi decenni del Novecento, è dedicata al pittore alcamese Giuseppe Renda.
Alcamo Marina
Alcamo Marina è la principale località costiera del comune e si sviluppa lungo il golfo di Castellammare, su un litorale prevalentemente sabbioso lungo circa 7 km.
Tra gli elementi di interesse storico e archeologico della località figurano la tonnara di Magazzinazzi, documentata almeno dal XVII secolo,[84] e le fornaci romane, impianti destinati alla produzione di laterizi.[85]
Nella frazione si trova inoltre la chiesa di Santa Maria della Stella, nota anche come Stella Maris.
Di interesse naturalistico sono le dune costiere, sulle quali cresce vegetazione tipica degli ambienti sabbiosi mediterranei, tra cui giglio marino, Cakile maritima e specie psammofile del genere Elymus.
Nell'area costiera sono stati inoltre segnalati depositi fossiliferi pleistocenici; alcune raccolte e attività divulgative sono state ricondotte al progetto locale denominato Fossilandia.[86]
- La tonnara di Magazzinazzi
- Chiesa di Santa Maria della Stella
- Dune costiere di Alcamo Marina
Economia
L'economia di Alcamo è tradizionalmente legata all'agricoltura e, in particolare, alla vitivinicoltura. Il territorio comunale rientra nell'area di produzione dell'Alcamo DOC, denominazione riconosciuta nel 1972 e storicamente associata soprattutto ai vini bianchi ottenuti da uve Catarratto, eventualmente affiancate da altri vitigni autorizzati dal disciplinare.[87][88]
La coltivazione della vite occupa una parte rilevante della superficie agricola locale ed è affiancata dalla presenza di numerose aziende vinicole e di antichi bagli, in passato utilizzati anche per la lavorazione e la conservazione dei prodotti agricoli e vinicoli.[88]
Tra le altre attività del settore primario figurano l'olivicoltura, con produzione di olio extravergine di oliva, la cerealicoltura, in particolare del frumento, e l'allevamento bovino e ovino.[66] Una produzione tradizionale del territorio è inoltre il cosiddetto miluni purceddu, varietà locale di melone caratterizzata da forma ovale, buccia verde e rugosa e da una buona conservabilità dopo la raccolta.[66]
Nel territorio sono presenti anche attività estrattive legate alla lavorazione di materiali lapidei, tra cui marmo e travertino.
Accanto al settore agricolo si sono sviluppate attività artigianali, in particolare nella lavorazione del legno, del ferro battuto, della ceramica e nel ricamo.[88][89]
Il settore terziario rappresenta oggi una componente rilevante dell'economia locale, con attività commerciali, servizi e iniziative legate al turismo, favorite dalla presenza del centro storico, di Alcamo Marina e delle produzioni enogastronomiche del territorio.
- Vendemmia tradizionale
- Antico frantoio ad Alcamo
- Allevamento ovino in contrada Calatubo
- Cava di pietra a Piano Santa Maria nel 1953
- Cava di marmo nella zona di Gammara
Infrastrutture e trasporti

Strade
Alcamo è collegata alla rete autostradale attraverso l'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, sulla quale sono presenti gli svincoli di Alcamo Est e Alcamo Ovest.[6] In prossimità di quest'ultimo ha inoltre origine la diramazione dell'A29 per Trapani. Il settore settentrionale del territorio comunale è servito anche dallo svincolo di Castellammare del Golfo.
Il territorio comunale è attraversato dalle seguenti strade statali:
- SS 113 Settentrionale Sicula, direttrice costiera tra Trapani e Messina;[6]
- SS 119 di Gibellina, che collega Alcamo con l'entroterra della Sicilia occidentale e Castelvetrano;
- SS 187 di Castellammare del Golfo;[6]
- SS 731 Bretella di Castellammare del Golfo;
- SS 732 Bretella di Alcamo Est;
- SS 733 Bretella di Alcamo Ovest.
La viabilità secondaria comprende inoltre diverse strade regionali:
- SR 2 Parti Piccolo-Quaranta Salme-Croce di Fratacchia;
- SR 3 Alcamo-Giardinaccio-Rocche Cadute-San Nicola;
- SR 5 Bivio Quaranta Salme-Bivio Sant'Anna;
- SR 6 di Calatubo;
- SR 8 Amburgio-Morfino-Rincione-Coda di Volpe.
Tra le strade provinciali che attraversano il territorio comunale figurano:
- SP 10 di Camporeale;
- SP 33 del Fiumefreddo;
- SP 47 Alcamo-Stazione di Castellammare del Golfo;
- SP 49 di Passofondo;
- SP 55 Alcamo-Alcamo Marina;[6]
- SP 64 Quattrovie.
Sono presenti inoltre le strade di bonifica SB 21 Bisurdo-Stracciabisacce, SB 22 Case di Piraino e SB 23 Maruggi-Montelongo.
Ferrovie
Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Palermo-Trapani, il cui tracciato non raggiunge direttamente il centro abitato, sviluppandosi dapprima lungo la fascia costiera e successivamente nell'entroterra a ovest della città.
La principale stazione a servizio del comune è la stazione di Alcamo Diramazione, situata nei pressi dello svincolo autostradale di Alcamo Ovest. Nel territorio comunale, presso Alcamo Marina, è situata anche la stazione di Castellammare del Golfo.
Amministrazione
Sindaci, commissari prefettizi e regionali (dal 5 gennaio 1929)
- Regno d'Italia (17 marzo 1861 - 18 giugno 1946)
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 gennaio 1929 | 29 gennaio 1930 | Gaetano Faraci | Podestà | ||
| 31 gennaio 1930 | 28 settembre 1931 | Giustino Vera | Commissario prefettizio | ||
| 29 settembre 1931 | 20 dicembre 1933 | Giuseppe Giannelli | Commissario prefettizio | ||
| 27 dicembre 1933 | 27 aprile 1936 | Vincenzo Fundarò | Podestà | ||
| 29 aprile 1936 | 30 giugno 1936 | Luigi Tinaglia | Commissario prefettizio | ||
| 2 luglio 1936 | 5 dicembre 1937 | Antonino Mistretta | Commissario prefettizio | ||
| 7 dicembre 1937 | 25 novembre 1943 | Mario Pecoraro | Podestà | ||
| 3 dicembre 1943 | 20 aprile 1944 | Luigi Giacalone | Commissario prefettizio | ||
| 28 aprile 1944 | 29 novembre 1944 | Antonio De Simone | Sindaco | ||
| 30 novembre 1944 | 2 gennaio 1945 | Raffaele Galati | Commissario prefettizio | ||
| 6 gennaio 1945 | 8 agosto 1945 | Francesco Cordaro | Commissario prefettizio | ||
| 18 agosto 1945 | 29 marzo 1946 | Antonino Pugliese | Sindaco | ||
| 6 aprile 1946 | 24 aprile 1946 | Salvatore Messina | Commissario prefettizio | ||
| 28 aprile 1946 | 18 giugno 1946 | Giovanni Battista Beninati | Sindaco | ||
- Repubblica Italiana (dal 18 giugno 1946)
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1946 | 30 dicembre 1946 | Giovanni Battista Beninati | Sindaco | ||
| 5 gennaio 1947 | 3 ottobre 1957 | Salvatore Benenati | Sindaco | ||
| 8 ottobre 1957 | 22 novembre 1960 | Mariano Milana | Sindaco | ||
| 3 dicembre 1960 | 7 gennaio 1963 | Ludovico Corrao | Sindaco | ||
| 23 febbraio 1963 | 21 ottobre 1963 | Francesco Paolo Milazzo | Sindaco | ||
| 31 ottobre 1963 | 18 dicembre 1964 | Vito Filippi | Sindaco | ||
| 16 gennaio 1965 | 8 aprile 1968 | Mariano Milana | Sindaco | ||
| 28 maggio 1968 | 8 febbraio 1969 | Rocco Cassarà | Sindaco | ||
| 19 febbraio 1969 | 10 luglio 1969 | Francesco Paolo Lucchese | Sindaco | ||
| 28 luglio 1969 | 23 gennaio 1970 | Francesco Paolo Guarraia | Sindaco | ||
| 12 febbraio 1970 | 11 ottobre 1970 | Elio Lo Curzio | Commissario regionale | ||
| 21 ottobre 1970 | 27 aprile 1971 | Vincenzo Migliore | Sindaco | ||
| 30 aprile 1971 | 29 novembre 1973 | Vito Filippi | Sindaco | ||
| 15 dicembre 1973 | 1º settembre 1975 | Giuliano Mollica | Sindaco | ||
| 16 settembre 1975 | 14 dicembre 1978 | Vito Filippi | Sindaco | ||
| 28 dicembre 1978 | 26 agosto 1980 | Francesco Vivardi | Sindaco | ||
| 16 settembre 1980 | 22 ottobre 1980 | Salvatore Benenati | Sindaco | ||
| 28 ottobre 1980 | 16 dicembre 1983 | Vito Turano | Sindaco | ||
| 20 dicembre 1983 | 27 febbraio 1984 | Baldassare Renda | Sindaco | ||
| 16 marzo 1984 | 17 giugno 1985 | Giacomo Grillo | Sindaco | ||
| 8 luglio 1985 | 19 luglio 1986 | Francesco Paolo Lucchese | Sindaco | ||
| 13 agosto 1986 | 17 febbraio 1988 | Giuseppe Sucameli | Sindaco | ||
| 24 febbraio 1988 | 29 novembre 1988 | Giuseppe Sucameli | Sindaco | ||
| 31 gennaio 1989 | 23 settembre 1991 | Vito Turano | Sindaco | ||
| 18 novembre 1991 | 3 dicembre 1992 | Mario Vivona | Sindaco | ||
| 3 dicembre 1992 | 11 gennaio 1993 | Francesco Paolo Lucchese | Sindaco | ||
| 29 novembre 1993 | 15 marzo 2001 | Massimo Ferrara | L'Ulivo | Sindaco | |
| 26 marzo 2001 | 6 maggio 2001 | Rosolino Greco | — | Commissario regionale | |
| 7 maggio 2001 | 11 dicembre 2001 | Salvatore Di Franco | — | Commissario regionale | |
| 12 dicembre 2001 | 28 maggio 2007 | Giacomo Scala | L'Ulivo | Sindaco | |
| 29 maggio 2007 | 21 maggio 2012 | Giacomo Scala | L'Ulivo | Sindaco | |
| 22 maggio 2012 | 6 giugno 2015 | Sebastiano Bonventre | lista civica di centro-sinistra |
Sindaco | |
| 20 giugno 2015 | 20 giugno 2016 | Giovanni Arnone | — | Commissario regionale | |
| 21 giugno 2016 | in carica | Domenico Surdi | Movimento 5 Stelle | Sindaco | |
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative
Il comune aderisce all'Associazione nazionale Città del Vino e al Patto dei sindaci, iniziativa promossa dalla Commissione europea per il perseguimento degli obiettivi comunitari in materia di energia e clima.
Il comune aderisce inoltre al progetto La città dei bambini,[91] alla Rete dei Comuni Solidali,[92][93] e alla strategia Rifiuti Zero.
In ambito turistico, Alcamo fa parte del distretto turistico territoriale Golfo di Castellammare[94] e del distretto tematico Terre del mito.[95] Il comune partecipa inoltre al Patto Territoriale Golfo di Castellammare.[96]
Sport

La principale società calcistica cittadina è l'Alcamo, fondata nel 1928 e protagonista, nel corso della propria storia, di diverse partecipazioni ai campionati di Serie C e Serie C2. Tra gli allenatori che hanno guidato la formazione alcamese figurano Gino Colaussi, Natale Casisa, Carlo Matteucci e Roberto Boscaglia.
Tra i principali risultati conseguiti dalla società figurano la vittoria della Coppa Italia Dilettanti nel 1996 e della successiva Supercoppa Italiana Dilettanti. L'Alcamo si è inoltre aggiudicato per tre volte la Coppa Italia Dilettanti Sicilia, nelle edizioni del 1994, 2003 e 2007.
Nel territorio cittadino è presente anche una tradizione legata al calcio giovanile. Alcamo è sede del Trofeo Internazionale Costa Gaia, competizione riservata alle formazioni giovanili.

Nella pallacanestro femminile la città è stata rappresentata dallo Sport Club Alcamo e successivamente dal Basket Alcamo. La formazione alcamese ha militato nella massima serie nazionale e raggiunto la finale della Coppa Ronchetti, oltre ad avere disputato per diversi anni il campionato di Serie A2. Tra le cestiste che hanno militato nelle formazioni alcamesi figurano Cynthia Cooper, Lisa Leslie, Francesca Zara, Susanna Stabile, Diāna Skrastiņa e Adalgisa Impastato; tra gli allenatori, Vito Pollari, Massimo Romano e Andrea Petitpierre.
Nella pallamano opera il Pallamano Alcamo, società che ha partecipato ai campionati nazionali della disciplina e disputa le proprie gare interne al palasport Enzo D'Angelo, impianto che ha ospitato anche incontri della nazionale italiana maschile.
Impianti sportivi
Tra i principali impianti sportivi cittadini figurano lo stadio Lelio Catella, destinato principalmente al calcio e all'atletica leggera, il Palazzetto Tre Santi, utilizzato per la pallacanestro, e il palasport Enzo D'Angelo, sede delle attività della pallamano.
Tra gli altri impianti calcistici sono presenti lo stadio Don Rizzo, utilizzato in passato[Quando ?] dall'Alcamo durante la militanza in Serie C, e lo stadio Sant'Ippolito, impiegato prevalentemente dalle formazioni giovanili e minori.
Note
- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Comune di Alcamo : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Alcamo e città, Trapani, Sicilia, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Clima Alcamo: temperatura, medie climatiche e precipitazioni, su Climate-Data.org. URL consultato il 13 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Catalogo Regionale Informatizzato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana, su aracnet.cricd.it, novembre 2017. URL consultato il 9 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2015).
- ↑ Comuni-Italiani.it, "Alcamo: Clima e Dati Geografici".
- 1 2 Regina (1972), p. 16.
- ↑ Regina (1972), p. 20.
- ↑ Leonardo D'Asaro, Minosse & Cocalo. Mito e storia nella Sicilia occidentale, Roma, L'Espresso, 2014, ISBN 978-88-548-8167-9.
- 1 2 3 Historia Alcami: Reperti archeologici. Piccole tracce della storia di Alcamo, su AlqamaH.
- 1 2 Gruppo Archeologico Drepanon, pp. 17-18.
- 1 2 Alcamo e le origini da Longuro, Longarico, su eventitrapani.it. URL consultato il 4 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2015).
- ↑ Orlandi, p. 204.
- 1 2 Regina (1972), p. 15.
- ↑ Orlandi, pp. 204-205.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Alcamo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
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- 1 2 Calia, p. 6.
- ↑ Calia, p. 8.
- 1 2 Calia, p. 14.
- 1 2 Calia, p. 10.
- ↑ Calia, p. 12.
- ↑ Calia, p. 15.
- 1 2 3 4 Calia, p. 16.
- ↑ Calia, p. 18.
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- 1 2 3 4 5 6 7 8 Calia, p. 20.
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- ↑ Cataldo (2001), p. 45.
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- ↑ Un colpo all'eroina SpA, in la Repubblica, 3 maggio 1985.
- ↑ Muore Gae Aulenti, aveva riqualificato Piazza Ciullo, su AlqamaH.
- ↑ Aggiudicati i lavori di restauro della “Cuba delle Rose”, su AlqamaH, 15 ottobre 2013.
- ↑ Al via i lavori di restauro della Chiesa del Collegio e Badia Nuova, su AlqamaH.
- ↑ Alcamo: Castello Calatubo, volontari ripuliscono la cappella, su AlpaUno.
- ↑ Raccolta differenziata al 50 per cento, Alcamo nel club dei Comuni virtuosi, su Giornale di Sicilia.
- ↑ Orlandi, p. 207.
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- 1 2 3 Alcamo, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 13 agosto 2026.
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- ↑ Comune di Alcamo - Basilica di Santa Maria Assunta, su comune.alcamo.tp.it. URL consultato il 22 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
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- ↑ Convento San Francesco d'Assisi, su fratiminoriconventualisicilia.it (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
- ↑ Comune di Alcamo - Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, su comune.alcamo.tp.it. URL consultato il 22 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
- ↑ Comune di Alcamo - Chiesa del Gesù, su comune.alcamo.tp.it. URL consultato il 22 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2016).
- ↑ Cataldo (2001), p. 113.
- ↑ Cataldo (2001), p. 106.
- ↑ Cataldo (1982), pp. 82-83.
- ↑ Verrà traslata nella chiesa di San Giuseppe la salma di Padre Palumbo, su Alqamah.
- ↑ Parrocchia Sacro Cuore di Gesù, Alcamo, su sacrocuorealcamo.it (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
- ↑ Chiesa Parrocchiale Gesù Cristo Redentore, su Archilovers.
- ↑ Biblioteca San Giacomo de Spada, su Comune di Alcamo. URL consultato il 3 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Pietro Maria Rocca, Di alcuni antichi edifizi di Alcamo, Palermo, Tip. Castellana-Di Stefano & C., 1905, appendice.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Alcamo (PDF), su comune.alcamo.tp.it, Comune di Alcamo. URL consultato il 26 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Carlo Cataldo, Guida storico-artistica dei beni culturali di Alcamo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Salemi, Vita, Alcamo, Sarograf, 1982.
- ↑ Ex Collegio dei Gesuiti, su comune.alcamo.tp.it, Comune di Alcamo. URL consultato il 3 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2015).
- ↑ Mariangela Ettari, Il Castello di monte Bonifato, su bta.it.
- 1 2 Castello di Calatubo, su iCastelli.it. URL consultato il 16 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2014).
- ↑ Gruppo Archeologico Drepanon, Bonifato - La montagna ritrovata, Trapani, Il Sole editrice, 2014, ISBN 978-88-905457-3-3.
- 1 2 3 Città di Alcamo - Assessorato Sport Turismo Spettacolo, Alcamo. Itinerari artistici e naturalistici, 2005.
- ↑ Dati tratti da:
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Collegamenti esterni
- Comune di Alcamo, su comune.alcamo.tp.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
- Alcamo, su sicilia.indettaglio.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
- Alcamo, Cuore del Golfo, su youtube.com. URL consultato il 26 marzo 2020.
- Alcamo Cuore del Golfo al TG regione, su youtube.com. URL consultato il 26 marzo 2020.
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