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Clarence House

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Clarence House
Veduta di Clarence House dal The Mall
Localizzazione
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
LocalitàLondra
IndirizzoThe Mall
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1825 - 1827
StileRegency
Usoresidenza ufficiale
Piani4
Ascensori1
Realizzazione
ArchitettoJohn Nash
ProprietarioCorona britannica
CommittenteGuglielmo IV

Clarence House è una residenza reale britannica situata sul Mall di Londra, accanto a St James’s Palace. Costruita tra il 1825 e il 1827 su progetto dell’architetto John Nash, fu originariamente concepita per il duca di Clarence, futuro re Guglielmo IV. Nel corso della sua storia è stata abitata da numerosi membri della famiglia reale, tra cui la principessa Elisabetta e il principe Filippo e, per quasi cinquant’anni, la Regina Madre. Dal 2002 è la residenza di re Carlo III, che ne ha conservato il carattere di casa di famiglia. Oggi Clarence House svolge sia una funzione privata sia rappresentativa, ospitando ricevimenti e altri eventi ufficiali.

Origini e costruzione

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Ritratto di Guglielmo IV del Regno Unito, William Beechey, 1830 circa, olio su tela, collezione del Royal Hospital Chelsea.

L’area sulla quale sorge Clarence House ha origini risalenti al XVI secolo. L’edificio fu costruito sul sito di un ospedale per «fanciulle lebbrose», fatto realizzare da re Enrico VIII. Nel corso del tempo, sul terreno appartenente a St James’s Palace furono costruiti diversi edifici destinati ad accogliere membri minori della famiglia reale. All’inizio del XIX secolo, una suite di appartamenti situata nei pressi delle scuderie divenne la residenza londinese del principe Guglielmo, duca di Clarence, futuro re Guglielmo IV. Nato nel 1765, Guglielmo era il terzo figlio di re Giorgio III e della regina Carlotta. [1][2][3][4]

La vita privata del duca era stata caratterizzata anche dalla lunga relazione con la commediante teatrale Dorothea Jordan, dalla quale ebbe diversi figli illegittimi, che assunsero il cognome Fitz Clarence. Secondo Christopher Hussey, storico ed autore di Clarence House, Dorothea Jordan avrebbe probabilmente abitato negli appartamenti che in seguito sarebbero diventati Clarence House fino alla separazione dalla coppia nel 1811. [1][2][3][4]

Nel 1817, la morte della principessa Carlotta, erede al trono e unica nipote legittima di Giorgio III, modificò la situazione dinastica e contribuì a spingere i figli del sovrano a sposarsi e a produrre un erede. Nel 1818, Guglielmo, duca di Clarence, sposò Adelaide di Sassonia-Meiningen. Il matrimonio si rivelò particolarmente felice e contribuì a rendere più tranquillo lo stile di vita del duca. Dopo le nozze, Guglielmo ritenne gli appartamenti in cui viveva troppo piccoli e inadeguati per sé e per la moglie. Scrisse pertanto al responsabile della Privy Purse, reddito privato del sovrano britannico, di re Giorgio IV, suo fratello maggiore, chiedendo una nuova abitazione e lamentando la «sporcizia e l'inadeguatezza» degli appartamenti che gli erano stati assegnati nel 1809, quando era ancora scapolo. [1][2][3][4]

I fondi furono successivamente reperiti e John Nash ricevette l’incarico di progettare una nuova residenza londinese per il duca e la duchessa di Clarence. Clarence House fu costruita tra il 1825 e il 1827 sul sito dei precedenti appartamenti. Nash progettò un edificio di carattere classico, arioso e caratterizzato dall’uso degli stucchi, meno pomposo rispetto ad altre residenze reali. Il progetto fu finanziato da Giorgio IV. Secondo John Van der Kiste, autore di William IV: The Last Hanoverian King of Britain, il sovrano non nutriva particolare simpatia per il fratello e arrivò a definirlo «quell'idiota», chiedendosi sarcasticamente se ci si sarebbe ricordati di lui nel caso in cui un giorno fosse salito al trono. [1][2][3][4]

Ascesa di Guglielmo IV

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Ritratto della regina Adelaide, William Beechey, 1831, olio su tela, parte della collezione della National Portrait Gallery.

Il primo occupante della nuova Clarence House fu il suo committente, Guglielmo, duca di Clarence, insieme alla moglie Adelaide. Il 26 giugno 1830, alla morte di Giorgio IV, il duca di Clarence divenne re con il nome di Guglielmo IV. Il nuovo monarca decise di mantenere Clarence House come propria residenza anziché trasferirsi a Buckingham Palace, che al tempo doveva ancora essere completato. Per facilitare gli spostamenti tra la propria abitazione e St James’s Palace, re Guglielmo fece realizzare un collegamento tra i due edifici; esso consentiva al sovrano di raggiungere gli Appartamenti di Stato di St James’s Palace, dove teneva le udienze ufficiali e riceveva gli ospiti. [1][2][3][4]

Guglielmo IV e la regina Adelaide conducevano una vita relativamente modesta. Secondo Hussey, la regina trascorreva le serate lavorando a maglia, mentre il re imdmergeva le dita artritiche nell’acqua calda mentre firmava numerosi documenti. Quando re Guglielmo IV morì nel 1837, Clarence House passò alla sorella nubile del defunto sovrano, la principessa Augusta Sofia, che vi abitò brevemente fino alla propria morte, avvenuta nel 1840. [1][2][3][4]

Era vittoriana

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Nel 1841, la madre della regina Vittoria, la duchessa di Kent, prese possesso di Clarence House. La nuova proprietaria fece costruire una porta alla fine del corridoio del piano terra che le permetteva di entrare e uscire direttamente dal Mall, senza utilizzare la Stable Yard Road, che all’epoca era ancora una strada pubblica. La duchessa fece inoltre costruire sul lato meridionale dell’edificio una piccola struttura destinata a fungere da nuovo ingresso, con un portico sporgente da un’estremità. Gli interni furono modificati per renderli più luminosi: le vecchie e scure tappezzerie di damasco furono sostituite da carte da parati dai colori tenui, mentre le modanature dei salotti e della sala da pranzo furono decorate con dorature. La regina Vittoria e i suoi figli visitavano frequentemente la duchessa dal vicino Buckingham Palace. Nel 1861 la duchessa di Kent morì. [1][2][3][4]

Clarence House nel 1874, durante la proprietà di Alfredo, duca di Edimburgo.

Nel 1866, Clarence House divenne la residenza del principe Alfredo, duca di Edimburgo, secondo figlio della regina Vittoria, e della moglie, la granduchessa Maria Alexandrovna, figlia dello zar Alessandro II. Durante la loro permanenza, la coppia ampliò l’edificio. Nel 1893, Alfredo successe allo zio Ernesto II quale duca di Sassonia-Coburgo-Gotha e di conseguenza la famiglia Edimburgo si trasferì a Gotha e Clarence House divenne la loro residenza londinese. Alla morte del duca Alfredo, nel 1900, Clarence House passò al fratello minore Arturo, duca di Connaught, terzo figlio della regina Vittoria e del principe Alberto. Arturo vi si trasferì con la moglie Luisa Margherita dopo i lavori di ristrutturazione del 1901. Tra le modifiche apportate alle stanze principali vi fu la rimozione del divisorio tra i due salotti del primo piano, che furono trasformati in un unico ambiente di maggiori dimensioni. Durante questo periodo la casa cadde progressivamente in rovina: non disponeva di riscaldamento centralizzato, utilizzava principalmente impianti a gas e non disponeva di bagni moderni. Il duca di Connaught rimase a Clarence House fino alla sua morte, nel 1942. [1][2][3][4]

Durante il Novecento

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Il principe Arturo, duca di Connaught.

Dopo la morte del duca di Connaught, nel 1942, Clarence House fu messa a disposizione della Croce Rossa Britannica e dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Circa 200 membri dello staff del Dipartimento per le Relazioni Estere mantennero da Clarence House i contatti con i prigionieri di guerra britannici all’estero e gestirono il Servizio Postale di Messaggi della Croce Rossa. [1][2][3][4]

Nel 1947, Clarence House tornò a essere destinata alla famiglia reale quando fu annunciato che sarebbe diventata la residenza ufficiale dei novelli duchi di Edimburgo, la principessa Elisabetta e il principe Filippo. Gli interni vittoriani furono completamente rinnovati sotto la guida del duca di Edimburgo, il quale seguì personalmente i lavori, durati più di due anni, introducendo anche elementi moderni, tra cui un sistema di altoparlanti aggiornato. Elisabetta fornì invece consigli pratici: quando alcuni si lamentavano dell’odore della vernice nuova, secondo il racconto riportato da Sally Bedell Smith, suggerì di mettere «un secchio di fieno» nell’edificio per eliminarlo. La famiglia si trasferì a Clarence House nell’estate del 1949. Gli ambienti erano luminosi e caratterizzati da colori pastello, tra cui l’acquamarina, colore particolarmente amato da Elisabetta. Christopher Hussey descrisse la casa come affascinante, amichevole e relativamente informale, sottolineando la luce proveniente dalle grandi finestre e la presenza di fiori nel prato esterno e in grandi vasi all’interno. [1][2][3][4]

Nel novembre 1949, il principe Carlo festeggiò il suo primo compleanno nella nursery di Clarence House. Alla festa parteciparono anche altri bambini aristocratici, tra cui il cugino Richard, figlio del duca di Gloucester. Carlo trascorreva frequentemente del tempo a Clarence House con il personale dell’asilo nido mentre la madre si trovava con il principe Filippo di stanza a Malta. Riceveva inoltre spesso la visita della nonna, la futura Regina Madre. Il 15 agosto 1950 nacque a Clarence House la sorella di Carlo, la principessa Anna. [1][2][3][4]

Residenza della Regina Madre

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Il soggiorno dei duchi di Edimburgo a Clarence House terminò dopo la morte di re Giorgio VI, avvenuta il 6 febbraio 1952, quando Elisabetta ascese al trono britannico con il nome di Elisabetta II. Secondo Hugo Vickers, la nuova sovrana era riluttante a lasciare la propria casa londinese, ma il primo ministro Winston Churchill la convinse a trasferirsi a Buckingham Palace. Il trasferimento della nuova sovrana comportò che sua madre, Elizabeth Bowes-Lyon, conosciuta da allora come la Regina Madre, dovesse lasciare Buckingham Palace e trasferirsi a Clarence House. Anche la Regina Madre era inizialmente riluttante. Quando il Parlamento criticò il costo delle ristrutturazioni, reagì sarcasticamente chiedendo se forse si preferisse che si ritirasse a Kew per gestire un’associazione di ricamatrici. Secondo Sally Bedell Smith, arrivò inoltre a definire Clarence House «disgustosa» e a sottolineare quanto poco fosse stato fatto. L’organizzazione del trasloco fu affidata al colonnello e funzionario di corte Peter Townsend. [1][2][3][4]

La Regina Madre a Brisbane nel 1958.

Nel maggio 1953, la Regina Madre, insieme alla propria collezione d’arte e alla seconda figlia, la principessa Margaret, si trasferì a Clarence House. La casa era stata trasformata in una residenza particolarmente confortevole, descritta dal Los Angeles Times come la «parola definitiva in fatto di lusso domestico», persino più confortevole di Buckingham Palace, definito dal giornale lugubre e «la casa più fredda d’Europa». La Regina Madre rimase a Clarence House per quasi cinquant'anni, trasformando la residenza in uno dei principali centri della propria vita privata e sociale. [1][2][3][4]

La Regina Madre e la figlia Margaret.

La vita sentimentale della principessa Margaret fu in parte legata agli ambienti della casa. La relazione tra Margaret e Peter Townsend si sviluppò e si concluse a Clarence House. Dopo il matrimonio con Antony Armstrong-Jones nel 1960, la principessa Margaret si trasferì a Kensington Palace e così Clarence House divenne il centro della vita sociale della Regina Madre. La residenza reale divenne nota anche con il soprannome di «glorioso palazzo del gin», in riferimento alle cene, ai picnic e ai ricevimenti con cocktail organizzati dall'ex sovrana. Tra gli ospiti abituali figurava il nipote prediletto, il principe Carlo. La Regina Madre invitava persone appartenenti ad ambienti diversi e riusciva a mettere a proprio agio anche membri del clero. In un'occasione organizzò un cocktail party per 200 vescovi d’Oltreoceano. [1][2][3][4]

La casa venne inoltre adattata alle abitudini della Regina Madre. Ella leggeva quotidianamente Sporting Life e aveva fatto installare un sistema di altoparlanti simile a quelli utilizzati nelle agenzie di scommesse, attraverso il quale riceveva aggiornamenti minuto per minuto dagli ippodromi di tutto il Paese. La vita quotidiana della residenza era caratterizzata anche dalla presenza di uno staff particolarmente fedele alla sovrana. William Shawcross descrisse l’ambiente di Clarence House grandioso, eccentrico e amichevole, sottolineando la tolleranza della regina nei confronti delle eccentricità dei propri collaboratori. Tra i membri più noti dello staff vi era William Tallon, soprannominato «Backstairs Billy», che ricopriva il ruolo di collaboratore della regina. Secondo la sua stessa definizione, il suo compito consisteva nel «farla sorridere». Egli preparava i suoi cocktail e contribuiva a creare una certa atmosfera durante le serate, affermando: «Quando a Clarence House si accendono le luci, è il momento dello spettacolo». [1][2][3][4]

Lady Diana Spencer

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La Regina Madre e la principessa Diana di Galles al Trooping the Colour del 1986.

Clarence House ebbe un ruolo anche nella vita di Lady Diana Spencer, futura moglie del principe Carlo. Dopo l’annuncio del fidanzamento tra Carlo e Diana, nel febbraio 1981, la futura sposa, allora diciannovenne, fu trasferita temporaneamente a Clarence House. Secondo quanto raccontò ad Andrew Morton in Diana: La vera storia dalle sue parole nessuno venne ad accoglierla e la casa le diede inizialmente l’impressione di un albergo. Lady D. ricordò inoltre di essere stata svegliata una mattina da un’anziana signora che portò nella sua camera i documenti relativi al fidanzamento. Ricordò anche di aver trovato sul proprio letto una lettera di Camilla Shand. Dopo tre giorni Diana fu trasferita a Buckingham Palace. La notte precedente al matrimonio, tuttavia, la Regina Madre la invitò nuovamente a Clarence House: Diana cenò con la sorella Jane e, secondo il racconto riportato nel testo, ebbe un grave attacco di bulimia. Diana ricordò quella notte come la propria «ultima notte di libertà con Jane a Clarence House». La camera assegnatale si affacciava sul Mall e, secondo il suo racconto, sarebbe stato difficile dormire. [1][2][3][4]

Il 29 luglio 1981, giorno del matrimonio di Carlo e Diana, Clarence House fu animata dalle attività legate alla preparazione della sposa. Il padre, il conte Spencer, la accompagnò lungo le scale e le disse di essere molto orgoglioso di lei. Successivamente Diana lasciò Clarence House a bordo della Glass Coach per recarsi alla Cattedrale di St. Paul dove fu poi celebrata la cerimonia nuziale. [1][2][3][4]

Carlo e la ristrutturazione del 2003

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Clarence House vista dal The Mall.
Il principe Carlo e la presidente dell'India Pratibha Patil a Clarence House nel 2009.

La Regina Madre morì nel 2002, all’età di 101 anni. Dopo la sua morte, Clarence House passò al principe Carlo, che iniziò a dividere la propria vita tra la residenza londinese e Birkhall, la casa scozzese appartenuta alla nonna. Per preparare Clarence House alla nuova occupazione, il principe di Galles avviò un’ampia ristrutturazione. Secondo Sally Bedell Smith, i lavori ebbero un costo di 7 milioni di dollari, finanziati con fondi pubblici. Carlo pagò personalmente 2,5 milioni di dollari per le decorazioni interne, affidate al designer Robert Kime. Kime ricevette due indicazioni principali: preservare l’essenza della Regina Madre e utilizzare, per quanto possibile, tessuti d’epoca. [1][2][3][4]

La ristrutturazione modificò le combinazioni cromatiche della maggior parte delle stanze, introdusse nuovi tessuti e aggiunse diversi elementi provenienti dalla Royal Collection e dalla collezione d’arte personale di Carlo. Gli interventi furono concepiti per riflettere il cambiamento di residenza mantenendo al tempo stesso l’atmosfera familiare di una casa molto amata. La disposizione delle stanze e la collocazione degli arredi rimasero in larga misura simili a quelle dell’epoca della Regina Madre, mentre numerosi mobili e opere d’arte conservarono la propria posizione originaria. Tra il 2004 e il 2005, il principe Carlo fece inoltre realizzare un giardino in memoria della nonna materna, visibile dal suo ufficio. [1][2][3][4]

L'interesse per il giardinaggio del principe d Galles si manifestò anche in un episodio raccontato da Sally Bedell Smith. Durante una passeggiata nei giardini di Clarence House con l’amico Andrés Duany, quest’ultimo notò un piccolo tubo di plastica trasparente che usciva da una finestra sopra la porte-cochère. Alla domanda sulla sua funzione, Carlo spiegò: «Svuoto la mia vasca da bagno con una pompa a mano per innaffiare le piante». [1][2][3][4] Clarence House divenne la residenza ufficiale londinese del principe William dal 2003 al 2011 e del principe Harry dal 2003 al 2012. [5]

Utilizzo attuale

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Donald Trump assieme al principe Andrea, duca di York a Clarence House.

Clarence House è la residenza di re Carlo III e della regina Camilla. L’edificio, più simile a una grande casa di città aristocratica che a un palazzo, viene utilizzato per ricevimenti, feste e altri eventi importanti, oltre che per lo svolgimento delle attività quotidiane della famiglia reale. Gli interni comprendono opere d’arte, oggetti storici e cimeli raccolti in diverse parti del mondo, oltre a dettagli dorati presenti su armadi e ringhiere. Secondo Deepa Mehta-Sagar, fondatrice di Area Decor LLC, l’arredamento risente di una forte influenza dello stile massimalista e riflette la storia della famiglia reale. [1][2][3][4]

Al tempo stesso, Clarence House conserva un carattere domestico. Le fotografie di famiglia sono collocate in numerosi ambienti e il salotto privato della regina Camilla al piano superiore è descritto come ricco di libri, lavori a maglia, quadri ancora da appendere e numerosi mobili. La residenza mantiene pertanto una duplice funzione: da un lato è una dimora reale utilizzata per impegni ufficiali, ricevimenti e attività istituzionali; dall’altro conserva le caratteristiche di una casa di famiglia, con oggetti personali e ricordi appartenuti alle generazioni precedenti. [1][2][3][4]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Hadley Hall Meares, Clarence House, tutta la storia della casa di re Carlo, su Vanity Fair Italia, 7 maggio 2024. URL consultato il 27 agosto 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 (EN) Royal Residences: Clarence House, su www.royal.uk. URL consultato il 27 agosto 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Sky TG24, Clarence House, gli interni della casa privata di Re Carlo e Camilla, su tg24.sky.it, 26 giugno 2026. URL consultato il 27 agosto 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 (EN) Who lived in Clarence House?, su www.rct.uk. URL consultato il 27 agosto 2026.
  5. (EN) Where will King Charles III and Queen Camilla live?, su House Beautiful, 11 settembre 2022. URL consultato il 27 agosto 2026.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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