Giuseppe Penone

Premio Imperiale 2014Giuseppe Penone (Garessio, 3 aprile 1947) è un artista e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte povera, vive e lavora a Torino.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947.[2] Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Torino, dove conosce Gilberto Zorio ed entra a far parte del movimento dell'arte povera nel 1969.[3] Espone per la prima volta nel 1968 al Deposito d'Arte Presente opere realizzate con materiali non convenzionali quali piombo, rame, cera, pece, legno,[4]. Nel bosco di Garessio l'artista mette in atto una serie di performance vòlte a sondare le possibilità che l'uomo ha di interagire con la natura e di modificarla, intervenendo, ad esempio, nel processo di crescita degli alberi (Alpi Marittime, 1968).[5]
Nel 1969 inizia a lavorare alla serie degli Alberi: Penone intuisce che le linee e i nodi presenti sulla superficie di un trave industriale corrispondono agli anelli di crescita e alla sezione dei rami dell'albero da cui è stato ricavato. Scavando il legno seguendo uno degli anelli di crescita è dunque possibile ricavare la forma dell'albero originario a una certa età della sua vita. Uno di questi lavori, Albero di 12 metri è presentato ad Aktionsraum a Monaco di Baviera nel 1970 e sarà poi acquistato dal Moderna Museet di Stoccolma.[6]
Nel 1970 Penone inizia a indagare il rapporto tra il corpo umano e l'ambiente esterno, e, in sintonia con le tendenze della body art, realizza opere quali Rovesciare i propri occhi e Svolgere la propria pelle (1970), che individuano nell'epidermide umana la superficie di confine e di dialogo tra l'“io” interno e il mondo. Da qui nascono lavori come Pressione (1974) in cui l'impronta della pelle umana rilevata con del nastro adesivo viene proiettata ingrandita su muri o tele di grandi dimensioni e qui ripercorsa con il carboncino.
L'idea del contatto come generatore di memoria rimane presente nei lavori in terracotta della metà del decennio (Vaso, 1975) mentre nella serie dei Soffi (1978), l'artista rende visibile all'esterno il volume d'aria emesso dal respiro.
Sul finire degli anni '70 Penone prosegue la ricerca sul mondo vegetale con le opere intitolate Patate (1977) e Zucche (1979) dove gli elementi vegetali vengono fatti crescere all'interno di calchi in gesso del volto dell'artista assumendone la forma e venendo successivamente fusi in bronzo.
Nel 1981 Penone realizza Essere fiume: dopo aver raccolto una pietra di fiume l'artista risale la corrente fino ad arrivare alla cava da cui la pietra proviene, ne prende un'altra e la modella in maniera identica a quella modellata dall'acqua. Sempre ai primi anni Ottanta risalgono le opere della serie Gesti Vegetali (1983) in cui figure antropomorfe in bronzo vengono allestite con piante che ne completano lo spazio cavo creando un'osmosi tra il regno vegetale e quello umano.
Nel 1985 inizia la sua collaborazione con la Marian Goodman Gallery: negli spazi newyorkesi della galleria Penone allestisce una personale in cui presenta, tra le altre, opere della serie Verde del bosco: grandi dipinti ottenuti appoggiando le tele sui tronchi d'albero e sfregandone la superficie con delle foglie, combinando così percezione tattile e percezione visiva.[7]
Introno alla metà del decennio comincia a realizzare grandi alberi in bronzo destinati a spazi pubblici: il Pozzo di Münster, compiuto nel 1987; il Faggio di Otterlo nel parco del Museo Kröller-Müller (1988); l'Albero delle vocali inaugurato nel 2000 alle Tuileries di Parigi, Elevazione a Rotterdam (2000-01), Idee di Pietra (2003) esposto a Kassel in occasione di Documenta 13, curata da Carolyn Christov-Bakargiev. Analogamente alla pelle, le unghie sono un elemento sensoriale e di rapporto con l'esterno, ispirando una serie di grandi sculture in vetro realizzate dal 1987 ed esposte nel 1998 al Musée Rodin di Parigi a contatto con materiali differenti.[8] Un'Unghia, realizzata fra il 1988 e il 1994, è installata all'esterno del complesso edilizio I-Land a Nishi-Shinjuku (Tokyo).
Nel 1989 è stato tra gli artisti finalisti per il prestigioso Turner Prize.[9]
Partendo dall'idea della fluidità degli elementi del mondo minerale, vegetale e umano e delle loro analogie anche formali, agli inizi degli anni Novanta Penone comincia a lavorare alla serie delle Anatomie: grossi blocchi di marmo che vengono scavati per metterne in risalto le venature che vanno così a ricordare i vasi sanguigni umani. Intorno alla metà del decennio Penone continua a elaborare il concetto dell'impronta attraverso la serie di disegni dal titolo Propagazione: qui l'artista imprime la propria impronta e la espande, attraverso linee circolari che, realizzate ad inchiostro, sulla superficie del foglio come fossero onde d'acqua o anelli concentrici della crescita dell'albero. In occasione di molte esposizioni Penone estende la propagazione sui muri delle sale espositive come per l'evento al Carré d'Art di Nîmes[10] e, più recentemente al Voorlinden Museeum di Wassenaar (2022).
Il processo di assimilazione tra morfologia animale, vegetale e minerale messo in atto dall'artista è ribadita in Pelle di cedro del 2002, esposta nell'antologica organizzata dal Centre Georges Pompidou nel 2004. Nel 2007 l'artista è chiamato a rappresentante l'Italia alla 52ª Biennale di Venezia con l'installazione Sculture di linfa con cui riempie le pareti del padiglione con elementi di cuoio calcati sulla corteccia di un albero secolare abbattuto da una tempesta a Versailles nel 1999. L'installazione è completata da Pelle di marmo-cervello, un'enorme impronta del cervello realizzata sul pavimento e da Scultura di linfa, un grosso trave di legno di larice al centro del quale è colata della resina vegetale color sangue.
Nel 2003 realizza il Giardino delle sculture fluide presso il parco basso dei giardini della Reggia di Venaria Reale presso Torino: quattordici opere dislocate lungo tre ettari trasformano il giardino in un luogo sensoriale[11] dove il passaggio tra un'opera e l'altra indaga nuovamente la fluidità degli elementi.
Nel 2014 è stato insignito del Premio Imperiale per la scultura,[12] ritirando a Tokyo quello che viene considerato il “Nobel dell’Arte” alla presenza del principe giapponese Hitachi, patrono onorario della Japan Art Association".[13]
Nel 2015 realizza una personale, Spazio di Luce, alla galleria Gagosian di Roma.[14]
Nel 2016, una sua installazione di ampie dimensioni, Leaves of Light, è tra le prime opere che entrano a far parte della collezione permanente del Louvre di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti).[15]
Nel 2017 al Palazzo della Civiltà Italiana dell'EUR, a Roma, sede degli uffici della maison Fendi, viene allestita la mostra Matrice: selezione di 15 opere, alcune delle quali inedite.[16] La mostra prende il nome dall'imponente opera Matrice, del 2015, che campeggia in una delle sale: un tronco di abete di 30 metri scavato lungo un anello di crescita con incastonata una forma di bronzo, a immortalare il flusso di vita della natura. Nella primavera dello stesso anno, la maison Fendi regala alla città di Roma l’opera di Penone Foglie di pietra: imponente installazione in marmo e bronzo pensata appositamente per riqualificare l’area di Largo Goldoni, cuore del Tridente capitolino. I due imponenti alberi in bronzo di 18 e 9 metri si stagliano davanti alla maison Fendi sostenendo tra i rami un blocco di marmo di oltre 11 tonnellate.[17]
Nel 2021 l'artista espone alla Biblioteca nazionale di Francia in cui presenta l'opera Sève et penséé, un grande telo di lino dove un grande albero realizzato con la tecnica del frottage è circondato da parole manoscritte che riportano il flusso di pensieri dell'artista.
Nel 2022 Penone decide di donare un nucleo consistente di disegni al Centre Pompidou di Parigi e al Philadelphia Art Museum: entrambe le istituzioni festeggiano l'evento con due grandi mostre personali dedicate all'artista.
Sempre nel 2022 Giuseppe Penone è nominato membro associato straniero della prestigiosa Académie des beaux-arts di Parigi[18]
Pubblicazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Stocchi (a cura di), Giuseppe Penone. Scritti, Milano, Electa, 2022, ISBN 9788892822566.
- Giuseppe Penone, Alain Elkann, 474 risposte, Milano, Bompiani, 2022, ISBN 978-88-301-0692-5.
Premi
[modifica | modifica wikitesto]- 1989 - Finalista al Turner Prize
- 2014 - Premio Imperiale per la scultura
- 2017 - McKim Medal, American Academy in Rome
- 2019 - Membro dell'Accademia dei Virtuosi a Roma
- 2022 - Membro straniero associato presso l'Académie des Beaux-Arts, Institut de France, Parigi
- 2023 - Premio Feltrinelli per la scultura, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ In un'intervista rilasciata ad Andrea Bellini per Flash Art n.264, giugno-luglio 2007
- ↑ Biografia di Giuseppe Penone. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ Materializzare l’immateriale: i “Soffi” di Giuseppe Penone, su lacittaimmaginaria.com.
- ↑ Giuseppe Penone, Arte Povera e natura. Vita, opere, stile, su www.finestresullarte.info. URL consultato l'8 luglio 2022.
- ↑ Giuseppe Penone biografia - litografie acqueforti sculture multipli, su collezioneperuzzi.it. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ Giuseppe Penone, su giuseppepenone.com. URL consultato l'8 settembre 2026.
- ↑ 474 Risposte, Giuseppe Penone, Alain Elkann, Bompiani editore, Milano, 2022, p. 218.
- ↑ Penóne, Giuseppe nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ PENONE GIUSEPPE, in AADFI | Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, 18 febbraio 2016. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ Daniela Lancioni, Biografia di Giuseppe Penone in: Giuseppe Penone - Dessins, a cura di Jonas Storsve e Lætitia Pesenti, éd. Centre Pompidou, Paris 2022.
- ↑ Giardino delle Sculture Fluide, su La Venaria Reale. URL consultato l'8 settembre 2026.
- ↑ Ofelia Sisca, Praemium Imperiale, ed è di nuovo Italia. Vince Giuseppe Penone | Artribune, su artribune.com, 16 luglio 2014. URL consultato l'8 luglio 2022.
- ↑ A Giuseppe Penone il Praemium Imperiale per la scultura, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ ARTE it Srl, Giuseppe Penone. Spazio di luce - Mostra - Roma - Gagosian Gallery - Arte.it, su www.arte.it. URL consultato l'8 luglio 2022.
- ↑ L'arte di Giuseppe Penone conquista il Louvre di Abu Dhabi, in Repubblica.it, 13 novembre 2016. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ Giuseppe Penone / Matrice | CONTEMPORARYARTS[collegamento interrotto], in CONTEMPORARYARTS, 26 febbraio 2017. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ Roma, in largo Goldoni spuntano gli alberi-sculture di Penone, in Repubblica.it, 23 maggio 2017. URL consultato il 19 settembre 2017.
- ↑ News, p.2 | Giuseppe Penone, su giuseppepenone.com. URL consultato l'8 settembre 2026.
- ↑ TeraNet Srl, teranet.it, Biografia - Giuseppe Penone - Artisti e Opere - ARTantide.com[collegamento interrotto], su artantide.com. URL consultato il 19 settembre 2017.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Carlo Pirovano (a cura di), Il Novecento/2 : 1945-1990, vol. 2, Milano, Electa, 1993, ISBN 88-435-3982-5.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Giuseppe Penone
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Penóne, Giuseppe, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Luigia Lonardelli, PENONE, Giuseppe, in Enciclopedia Italiana, IX Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2015.
- (PT) Giuseppe Penone, su Enciclopédia Itaú Cultural, Itaú Cultural.
- Sito Ufficiale
- RAI: Giuseppe Penone, su italica.rai.it. URL consultato il 2 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2008).
- Galleria fotografica su alfabeta2, su alfabeta2.it.
- (FR) Opere di Giuseppe Penone nelle collezioni pubbliche francesi d'arte moderna e contemporanea, su videomuseum.fr.
- Un' Unghia e Marmo di Giuseppe Penone a NishiShinjuku, Tokyo, su juliet-artmagazine.com.
- Giuseppe Penone in conversazione con Alexis Dahan e Francesca Pietropaolo for Brooklyn Rail, 9 Aprile 2021 https://www.youtube.com/watch?v=xap74l0S8I8
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 27086353 · ISNI (EN) 0000 0000 8105 4289 · SBN VEAV005591 · Europeana agent/base/159132 · ULAN (EN) 500053944 · LCCN (EN) n50009502 · GND (DE) 119236656 · BNE (ES) XX1392337 (data) · BNF (FR) cb12057699q (data) · J9U (EN, HE) 987007364664505171 · NDL (EN, JA) 00731791 · CONOR.SI (SL) 10818403 |
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