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La crisi dei giganti della tv: perché Amadeus, Ventura e Insinna non bastano più a salvare gli ascolti

Il calo degli ascolti di alcuni programmi dimostra come, nella televisione odierna, neppure i conduttori più affermati riescano a riportare il pubblico davanti allo schermo

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Myrta Merlino, Amadeus, Simona Ventura, Flavio Insinna

Myrta Merlino, Amadeus, Simona Ventura, Flavio Insinna

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Il mondo della televisione è cambiato. Programmi che un tempo esplodevano negli ascolti oggi hanno subito un calo importante. E il fenomeno che sta emergendo appare ancora più evidente: se prima a funzionare non erano soltanto i format, ma anche i conduttori chiamati a guidarli, oggi persino volti un tempo televisivamente fortissimi sembrano non riuscire più a risollevare le sorti di trasmissioni in difficoltà. Nonostante siano stati, e in molti casi continuino a essere, tra i protagonisti per eccellenza dei palinsesti italiani.

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Amadeus: il complesso passaggio al Nove

Tra i personaggi più forti del mondo della televisione che, nonostante il proprio peso e aplomb, hanno faticato a mantenere alti gli ascolti c'è Amadeus. Lo storico volto della Rai, passato al Nove nel 2024, non è riuscito a portare con sé i numeri che registrava sul servizio pubblico. Il suo debutto è avvenuto con il game show Chissà chi è, che si è però assestato intorno al 3% di share ed è stato interrotto prima rispetto alla programmazione inizialmente prevista. Anche il talent show Like a Star non ha ottenuto il successo sperato, debuttando con appena il 2,4%. Ha faticato anche The Cage, pur collocato proprio in quella fascia preserale che Amadeus ha occupato a lungo su Rai 1 e che sembrava adattarsi perfettamente alle sue caratteristiche, come dimostrano gli anni di successo alla guida de L'Eredità e Affari Tuoi. Per il conduttore, dunque, l'impegno, l'esperienza e la bravura non sono stati sufficienti a far esplodere questi programmi. E questo nonostante rimanga uno dei personaggi più forti della televisione italiana, reduce anche dall'enorme successo dei suoi cinque Festival di Sanremo, ai quali ha saputo regalare quella freschezza di cui la manifestazione aveva bisogno, rendendola più giovane e contemporanea. Il problema, quindi, non sembra essere Amadeus, che davanti alle telecamere continua a funzionare, quanto la difficoltà di ritrovare sul Nove la stessa combinazione vincente di rete, programmi e pubblico che aveva costruito in Rai.

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Myrta Merlino: il caso Pomeriggio Cinque

Un caso diverso, che ora potrebbe trasformarsi in una ripartenza, è quello di Myrta Merlino. Dal 2011 al 2023 la giornalista è stata al timone de L'aria che tira su La7, programma di approfondimento politico, economico e d'attualità che ha sempre ottenuto un buon riscontro. Tre anni fa, però, con l'uscita di Barbara d'Urso da Canale 5, Mediaset ha deciso di cambiare strada e Merlino è stata chiamata a prendere le redini di Pomeriggio Cinque, trasmissione dal taglio decisamente più generalista. Nonostante abbia cercato di imprimere al programma un'impostazione più giornalistica e, di conseguenza, seria, il risultato non è stato quello sperato. Dopo una prima puntata capace di raggiungere il 21,6% di share, gli ascolti hanno iniziato progressivamente a calare, oscillando generalmente tra il 12 e il 16%. Dopo due stagioni, Mediaset ha quindi scelto di cambiare nuovamente conduzione, affidando Pomeriggio Cinque a Gianluigi Nuzzi. Probabilmente ha pesato anche la forte concorrenza di Alberto Matano con La vita in diretta, ormai punto di riferimento consolidato in quella fascia oraria. Myrta Merlino, però, essendo un volto autorevole del giornalismo politico e d'attualità, potrebbe ora ritrovare una dimensione più vicina alle proprie caratteristiche su San Marino Rtv. Da ottobre 2026 dovrebbe infatti essere al timone di un nuovo progetto, tornando così alle tematiche con cui sente di avere maggiore affinità.

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Grande Fratello 2025, seconda puntata. La conduttrice Simona Ventura (per gentile concessione dell'ufficio stampa Mediaset)

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Simona Ventura: è ancora la regina dei reality?

Destino ancora più complesso per Simona Ventura, indiscussa regina dei reality, per molto tempo il suo pane quotidiano. La sua presenza è sempre stata molto forte in televisione e, grazie alla sua personalità accattivante e al piglio determinato, è riuscita per anni a trainare sia i format che conduceva sia il pubblico. Nei primi anni Duemila, per esempio, quando era alla guida de L'Isola dei Famosi su Rai 2, pur trattandosi di una rete secondaria, riusciva a ottenere risultati superiori al 30% di share, dominando la prima serata. Anche con il Festivalbar, su Italia 1, i numeri, seppur inferiori, erano comunque molto buoni. Proprio sul suo carisma Mediaset ha deciso di puntare per provare a risollevare il Grande Fratello nella sua versione con concorrenti non famosi. L'edizione del 2025, però, ha registrato ascolti bassi, chiudendo con una media di 1,892 milioni di spettatori e il 14,9% di share. Nonostante Simona Ventura non sia cambiata e abbia continuato a mostrare quella verve che la contraddistingue, sapendo anche redarguire i concorrenti quando necessario, la sua iconicità non è bastata a risollevare le sorti di un reality che sembra aver ormai perso gran parte del proprio fascino. È la dimostrazione che neppure un volto dall'identità così marcata come la sua è riuscito a fermare la parabola discendente di un format logorato dal tempo. Il flop, quindi, non può essere attribuito esclusivamente alla conduttrice, ma conferma come oggi persino un grande nome non sia sempre sufficiente a restituire forza a un programma che arranca.

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Flavio Insinna: l’approdo a La 7

Anche per Flavio Insinna le cose non sono andate meglio. Dopo essere stato per cinque anni al timone de L'Eredità, il conduttore è approdato a La7, sempre nella fascia preserale, con il game show Famiglie d'Italia. Il programma, però, nonostante la presenza di Insinna, altro veterano della Rai, non è riuscito a decollare e non è stato rinnovato nella stagione 2025-2026. Lo stesso conduttore ha ammesso che la trasmissione, nonostante l'impegno di tutta la squadra, non era riuscita a ottenere ascolti sufficientemente alti. Un caso che ricorda molto quello di Amadeus e che dimostra come un conduttore seguito e riconoscibile, pur rimanendo nella fascia oraria che ha occupato per anni, non riesca necessariamente a portare con sé il proprio pubblico cambiando canale. Perché, nella televisione di oggi, anche il nome più forte ha bisogno della rete e del programma giusto per continuare a brillare.

Oggi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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